Sabato 14 Dicembre 2019

Guardamagna: l’ospedale è salvo!

  • Mede
  • 21 Novembre 2019

Il pronto soccorso è salvo. Un taglio che sembrava prossimo per ora è scongiurato. Questo sospiro di sollievo sembra una grande vittoria del sindaco di Mede, Giorgio Guardamagna, che subito dopo aver convocato quasi tutti i sindaci del territorio per una protesta vigorosa contro i tagli continui che affliggono il suo territorio, porta a casa la promessa da parte di Ats e Asst che, almeno per adesso, l’apertura del servizio di primo intervento diurno dalle 8 alle 20 all’ospedale San Martino non è in discussione. 

L’assemblea coi vertici sanitari provinciali, Mara Azzi di Ats e Michele Brait di Asst, si è tenuta venerdì pomeriggio. Con loro i consiglieri regionali Giuseppe Villani, Simone Verni e Ruggero invernizzi oltre ai rappresentanti del comune di Mede. Il pronto soccorso non chiuderà il primo gennaio, ma qualche mutamento ci sarà comunque. 

Il laboratorio di analisi mediche del San Martino serrerà i battenti. Si potranno ancora effettuare i prelievi del sangue e altri test, ma i campioni verranno mandati per le analisi all’Asilo Vittoria di Mortara. Fortunatamente non cambierà molto per l’utenza.

Inoltre è stata chiesta la trasformazione dei posti letto di Chirurgia in posti letto per pazienti sub-acuti, la fase intermedia tra la fase acuta della malattia e il ritorno a casa, comune nei soggetti anziani. Il portavoce della preoccupazione e dello scontento dei medesi era proprio Guardamagna, che nell’incontro ha fatto presente come non sia accettabile solo un’eventuale chiusura, ma anche un impoverimento dei servizi. 

“Il  dottor Brait – comunica Guardamagna – ha in  primo luogo ricordato che la trasformazione del pronto soccorso di Mede in Punto di Primo Intervento non nasce da una scelta arbitraria di Asst Pavia,  bensì dalla necessità di dare attuazione al Decreto Ministeriale del 2 aprile 2015, numero 70, che prevede come condizione per poter mantenere la funzione di pronto soccorso un numero di accessi non inferiore a 20mila, mentre la struttura di Mede ne contava meno di seimila. Il direttore generale di  Asst ha però voluto rassicurare i presenti sulla volontà dell’azienda di mantenere e garantire i servizi attualmente forniti presso l’ospedale di Mede, in cui è stato istituito un servizio fondamentale come l’hospice. Una prova secondo Brait dell’impegno di Asst per i cittadini lomellini e presso il quale  sono attivi numerosi ambulatori. Inoltre Brait ha comunicato che è stata  chiesta, proprio per rispondere ai bisogni della popolazione del territorio, la trasformazione dei posti letto di chirurgia in posti letto per sub-acuti.  A questo  proposito  la dottoressa Azzi  ha confermato che la richiesta di Asst Pavia è attualmente oggetto di valutazione da parte dell’agenzia per la tutela della salute, e che Ats  si  impegna a garantire la massima attenzione all’offerta  sanitaria in Lomellina”. Guardamagna ha ribadito il suo impegno perché, in rete con gli altri comuni  del  territorio, la  Lomellina non sia vittima di dismissione  di  servizi  essenziali e ha garantito la propria collaborazione. Brait ha inoltre anticipato che  presto  la  struttura  sarà interessata da una sperimentazione che consentirà di adottare una nuova tecnologia di monitoraggio per migliorare la sicurezza dei pazienti in degenza. Sarà la prima in Lombardia. 

Chiunque abbia a cuore le sorti dell’ospedale di Mede, un tempo prima azienda della città in termini di posti di lavoro e soprattutto struttura pagata coi soldi dei medesi, non può che esultare con parole che appaiono rassicuranti dopo le voci, insistenti, di ulteriori dismissioni.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata