Venerdì 22 Novembre 2019

Giuseppe Abbà accusa la giunta: “È illegale dare appalti a chi non paga le tasse”

Rosso. Profondo rosso. Nel bilancio consolidato 2018, cioè la differenza tra entrate e uscite dell’ente pubblico, spicca un passivo di 498 mila euro. Da una parte l’amministrazione rassicura. Tutto sotto controllo.  Anche grazie ad un piano di rientro coperto dagli “aiuti” che arrivano da AsMortara. Dall’altra parte della barricata c’è l’opposizione che denuncia tre delle cause principali di quello che considera un disastro politico e amministrativo.  Nell’analisi fatta da Giuseppe Abbà non poteva mancare anche il “caso Bertè”, che assume connotati sempre più inquietanti. Con quegli appalti dati ad una ditta che non pagava le tasse.

“Abbiamo scoperto leggendo L’Informatore Lomellino che Bertè – spiega il rappresentante della minoranza - dal 2012 non pagava la tassa Imu, non pagava la Tasi dal 2014 e non ha persino pagato la tassa rifiuti negli ultimi due anni. Non ho notizie degli anni precedenti, ma probabilmente le tasse non sono state pagate e sono andate in prescrizione. Ma come? Ad una ditta alla quale il Comune ha affidato appalti per la gestione dei rifiuti con un notevole esborso di denaro pubblico non viene neanche fatta una verifica se è in regola con i rapporti finanziari con il Comune? Per avere incarichi pubblici, oltretutto, è prevista dalla legge che bisogna essere in regola con i pagamenti. La questione, fra l’altro, non sarebbe stata sollevata dal Comune se non ci fosse stato il fallimento della ditta Eredi Bertè. A un cittadino qualsiasi che non paga una tassa viene contestato, con relativi aggravi, il mancato pagamento. A Bertè gli viene contestato solo dopo il fallimento con pressoché nulle possibilità di recupero”.  “Si è persa anche in appello la causa sull’ex magazzino comunale. L’amministrazione  comunale - prosegue Giuseppe Abbà -  ricorre in Cassazione per guadagnare tempo, ma, con ogni probabilità, l’esborso di quasi 400mila euro verrà solo rinviato. È vero che la vendita del magazzino comunale fu effettuata dalla giunta Robecchi (assessore Luigi  Ferrari Bardile della Lega Nord) ma in consiglio comunale c’erano vari amministratori attuali. Erano in maggioranza sia Marco Facchinotti sia Luigi Tarantola, solo per citarne alcuni”. Infine c’è il caso del servizio recupero crediti. Per incassare circa 700mila euro, il Comune ne ha spesi molto di più: un milione e 100mila. “Si tratta di un  accordo demenziale - conclude Giuseppe Abbà -  quello fatto a suo tempo con la ditta Colombo. Tra la soddisfazione dell’attuale amministrazione ora viene transato pagando la bellezza di un milione e 100mila euro, sempre molto di più di quanto effettivamente incassato”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata