Martedì 19 Novembre 2019

Gatti uccisi, ora è giallo

Non si ferma l’orrore per i gatti decimati nella colonia felina di Velezzo. Non si ferma neanche l’attività della Lav Oltrepò, la Lega Anti Vivisezione che continua a monitorare la zona dopo le prime macabre scoperte di agosto. La vicenda ha ancora molti punti oscuri e irrisolti. Negli ultimi giorni sono stati soccorsi una gatta femmina con un occhio enucleato e un altro maschio, con fratture multiple alla coda ormai in necrosi.

L’elenco dei mici mutilati era già cospicuo ad agosto, quando i volontari avevano trovato un esemplare giovane privo di una zampa e una femmina con l’arto anteriore sinistro tranciato all’altezza del ginocchio. Entrambi gli animali erano in stato di denutrizione e avevano ferite compatibili con tagliole o altri strumenti usati dai cacciatori di frodo, che però nel piccolissimo abitato non sono mai stati trovati. La trama si tinge di giallo. 

Chi fa del male ai gatti? Un delinquente solitario, un gruppo di persone crudeli o  degli animali selvatici? Non lontano dalla colonia, poco prima di ferragosto, era inoltre stata rinvenuta dai volontari una cassetta per la frutta contenente sospette esche al veleno. L’associazione, che ha conferito i reperti per le analisi, ha ricevuto gli esiti dall’Istituto Zooprofilattico di Pavia.

“L’esame ispettivo descriveva una miscela di granaglie, alcune di colorazione rossa o verde turchese, e non escludeva la presenza di sostanze tossiche – precisa Lav Oltrepò Pavese – che è stata poi confermata dalle analisi tossicologiche, positive per insetticidi, pesticidi e rodenticidi”. 

Nel campione oggetto di analisi, sono state inoltre rilevate tracce di feci di roditori. 

“Lasciare incustodite esche rodenticide – aggiunge Lav Oltrepò Pavese – espone al rischio di colpire non soltanto la specie obiettivo, ma di avere sia avvelenamenti primari su arvicole, uccelli e piccola fauna selvatica, sia avvelenamenti secondari sulle specie predatrici, fra cui gatti e cani. Richiediamo di mettere in atto tutte le misure previste dalla vigente normativa per evitare accidentali contatti con esche topicide”. Proprio l’amministrazione vuole vederci chiaro. L’incontro tra il sindaco Luigi Pasqualetto (nella foto) e i volontari del Lav non è ancora avvenuto, nonostante entrambi si dichiarino “disponibili”. 

Pasqualetto aveva chiarito che dalle analisi di Ats Pavia del materiale nella cassetta della frutta non risultano invece tracce di veleno, ma solo escrementi di animali e granaglie. Il primo cittadino aveva anche messo a disposizione le telecamere di sorveglianza del paese e organizzato ronde spontanee di cittadini. Anche i carabinieri forestali pattugliano il paese. Ma militari e cittadini sono stati più “sfortunati” dei volontari del Lav, dato che non hanno mai trovato niente, né animali feriti né trappole né esche. 

“Io e la comunità – conclude Pasqualetto – condanniamo questa orribile decimazione. Abbiamo lavorato a stretto contatto con carabinieri del nucleo forestale e della stazione di Zeme, nonché coi medici di Ats per individuare e arginare eventuali problemi di natura sanitaria. Ringrazio Lav, che ha mostrato sensibilità e impegno”.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata