Lunedì 26 Ottobre 2020

Garlasco, Massimo Piazza condannato a 20 anni per omicidio volontario

Vent’anni di carcere per omicidio volontario. Dopo un anno dalla morte di Jader Sgherbini, il 30enne di Ottobiano ucciso da un colpo di pistola alle ore 18 di 10 luglio scorso davanti a un bar di in piazza Unità a Garlasco, Massimo Piazza è stato condannato in primo grado con rito abbreviato, che gli ha dato diritto allo sconto di un terzo della pena. 
Piazza, 44 anni e con precedenti per droga, che abitava a Garlasco da pochi mesi dopo essere arrivato dall’abbiatense, durante il processo ha ammesso di aver sparato un solo colpo contro Sgherbini, che aspettava una figlia, a distanza ravvicinatissima. Non c’erano infatti tracce di sangue sull’asfalto, ma il proiettile è stato fatale: il 30enne è morto durante il disperato trasporto in ambulanza all’ospedale San Matteo di Pavia. Piazza era poi salito in auto, dirigendosi verso Abbiategrasso, “per raggiungere il suo avvocato” (come aveva riferito al processo). Ma i carabinieri lo hanno bloccato appena dopo il ponte sul Ticino. Non è mai stata trovata la pistola. 
Prima di sparare a Sgherbini, Piazza (che dal giorno dopo la morte di Sgherbini si trova nel carcere di Torre del Gallo a Pavia) aveva avuto una discussione furibonda con Alessandro Maltese, 42 anni, che ha riportato lievi ferite ed è stato ascoltato come testimone oculare. L’avvocato di Piazza ha annunciato di voler presentare ricorso in appello perchè parla di “eccesso di legittima difesa”, dovuto alla violenta lite avvenuta prima dello sparo. Il 44enne dovrà anche versare 150mila euro di risarcimento danni al padre della vittima e 50 alla compagna.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata