Giovedì 19 Settembre 2019

Futuro sostenibile: vigilanza e trasparenza per salvarci dall’assedio dei fanghi

La Lomellina è sotto assedio. Centinaia e centinaia di camion impegnati a svuotare il loro carico nerastro ovunque. La terra dei fontanili, delle risaie e dei castelli (come recitano i cartelli che molti sindaci hanno voluto mettere alle porte delle rispettive città) è la nuova terra dei fuochi. Le amministrazioni locali, che si lamentano a parole, non fanno una vera guerra al rudo. Gli enti locali non hanno fatto fronte comune per affrontare l’emergenza ambientale. Non hanno creato cartografie di dettaglio che connotino specifiche aree di attitudine agli spandimenti. Non hanno reso pubblici i dati relativi ai terreni per i quali è stata concessa l’autorizzazione agli sversamenti al fine di consentire una “vigilanza allargata” da parte dei cittadini. 

Tutti rimedi concreti suggeriti per iscritto dall’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina. Proprio in questi giorni si registra il massimo dello spargimento dei fanghi. Per quanto possa essere insopportabile la puzza, questa non è il vero problema. Altrimenti significherebbe non volgere l’attenzione verso la luna, ma solo verso il dito che la indica. “Stiamo assistendo in queste ultime settimane – spiega Alda La Rosa (nella foto), presidente dell’associazione - a prese di posizione e polemiche da parte di cittadini e amministratori sul tema degli spargimenti di fanghi e di gessi di defecazione in agricoltura che comportano nauseabondi disagi olfattivi. Dopo un lungo periodo di silenzio e di torpore verso questo autentico assalto all’integrità del nostro territorio si alzano nuovamente proteste e contestazioni veementi. Siamo tutti consapevoli che oltre agli odori nauseabondi, questa pratica agraria porta con sé conseguenze ben più gravi e preoccupanti per la salute delle persone, per la sopravvivenza della flora e della fauna e per la salvaguardia dell’ambiente. Purtroppo in questa sede è impossibile soffermarci su tali pericoli che la scienza ci segnala da tempo e che la nostra classe politica evidentemente sottovaluta. Considerato che molti sindaci, sollecitati dal malcontento popolare, hanno alzato la voce in questi giorni, è importante sottolineare come sia possibile trovare soluzioni che possano se non eliminare, almeno ridurre i disagi lamentati dai cittadini”. Ecco casa si può fare in tempi brevi: andrebbero resi pubblici i dati relativi ai terreni per i quali è stata concessa l’autorizzazione agli sversamenti al fine di consentire una “vigilanza allargata” da parte dei cittadini. Orari, norme e modalità delle operazioni controlli e l’ammontare delle sanzioni dovrebbero essere esplicitati in modo chiaro. 

“Indispensabile creare una vigilanza istituzionale dotata di specifiche competenze – suggerisce ancora Alda La Rosa -  che tempestivamente intervenga nel verificare e reprimere abusi. I piccoli Comuni con una polizia urbana ridotta al minimo devono creare una struttura consortile a livello territoriale. E’ necessario favorire un rapporto collaborativo con associazioni e privati cittadini che intendano svolgere una funzione di supporto alla vigilanza mediante la fornitura di idonei strumenti come uno sportello dedicato”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata