Domenica 17 Novembre 2019

Francesco Corbetta riposerà a Tornaco. Domani, martedì, la tumulazione al cimitero dopo i funerali che si sono celebrati oggi a Bologna

Si sono celebrati questa mattina nella "sua" Bologna, la città dove aveva scelto di vivere negli ultimi decenni, i funerali di Francesco Corbetta. Zemese di origini, botanico, accademico e autore di oltre 300 pubblicazioni della disciplina che ha prima amato, poi studiato e di cui in breve tempo è diventato uno dei massimi esperti italiani. Molti dei suoi lavori erano riferiti proprio alla Lomellina. E lì Francesco Corbetta concluderà il suo percorso. Sarà tumulato domani mattina, martedì, al cimitero di Tornaco.


Nato a Zeme nel 1932, Corbetta in gioventù era stato uno degli animatori più attivi delle goliardia mortarese, fondando l'associazione il Circolo universitario mortarese. A lui si deve anche la costruzione della cappelletta votiva ad angolo di via Cortellona a Mortara.

Dopo la laurea in scienze biologiche nel 1955 all'Università di Pavia, è stato docente di botanica negli atenei di Bologna, Ferrara e Catania. In seguito, titolare di cattedra, ha insegnato Botanica applicata all'Università dell'Aquila dal 1983 al 2003 assumendo anche la direzione del dipartimento di botanica.

Oltre all'attività accademica, ha partecipato, con numerosi studi, a migliorare le conoscenze floristiche mediterranee, soprattutto in molte zone del Sud Italia, in particolare in Basilicata, negli Alburni, nel Cilento e nella Sila. Ha svolto un ruolo fondamentale nell'ideazione e nell'istituzione del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, divenuto poi direttore del parco. Ha fatto parte del Consiglio Nazionale dell'Ambiente e, al tempo stesso, si è particolarmente impegnato nella Federazione nazionale Pro Natura, sino a diventarne prima il segretario e poi il presidente. Ha fatto parte del consiglio direttivo del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Al suo attivo ha oltre 300 pubblicazioni scientifiche e numerosi saggi divulgativi, molti dei quali riferiti alla Lomellina. È stato per molti anni direttore della rivista "Natura e montagna". Ultima sua opera, una vasta raccolta di erbe con interesse gastronomico, del tutto inedita.

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