Giovedì 12 Dicembre 2019

Forza sindaco, non fuggiamo dai problemi

Egregio signor Sindaco, appurato delle “sgradevoli cose informatiche” che succedono, un cittadino che vuole comunicare con il “suo” Sindaco cosa deve fare? Sperare di non essere riconosciuto come spam, utilizzare la benevolenza del giornale locale oppure iscriversi appositamente per questo a Facebook? Sembra che il mancato smaltimento dei rifiuti in alcune zone di Mortara sia “colpa” di Asm o Clir, ma non sono partecipate del Comune, come Lei stesso scrive? E questa Ecodelphi, che peraltro al momento non è responsabile del servizio a quanto mi dice, da chi è stata incaricata? Dal Comune ritengo.

Vede, a me piacerebbe vedere la mia città, in cui vivo da 57 anni, decorosamente pulita!

Io, e penso tanti come me, sicuramente la maggioranza, ritengo di essere un cittadino civile, pago le tasse e smaltisco i rifiuti a regola.Per me e per tutti quelli che si comportano come me, ribadisco la maggioranza, l’amministrazione comunale deve trovare soluzione al problema.

Mi permetta signor Sindaco ma mi sembra che sia passato ormai un po’ di tempo dal giorno in cui avete posizionato telecamere presso il cimitero, il fenomeno non è risolto, anzi a me sembra che “lo zozzo” sia aumentato (passo molto spesso di lì per motivi podistici).

Tutti noi possiamo lamentarci della maleducazione, ignoranza, inciviltà crescente, è un dato sotto gli occhi di tutti, ma da un’amministrazione mi aspetto soluzioni ai problemi, non aleatorie denunce, altrimenti noi cittadini cosa vi eleggiamo a fare?

Giorgio Gaber cantava “l’uomo… che ha il diritto di votare, e che passa la sua vita a delegare, e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà... libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.

Il fatto poi che altri sindaci denuncino la stessa maleducazione nei loro Comuni non mi consola, ognuno pensa al proprio; perseguite, se del caso, a norma di legge, gli incivili e se non ci sono norme legislative adeguate fatele, in questo momento avete pure il governo regionale e statale. Detto questo, siccome io voglio essere ancora di più che a posto con me stesso, mi piacerebbe aiutare la sua Amministrazione nella pulizia della città, essendo troppo facile lamentarsi: perché non mi permette di organizzare quella che potremmo chiamare “la ramazza ai mortaresi”, in sostanza delle domeniche in cui cittadini volenterosi si armano appunto di ramazze, palette, guanti, bidoni, (forniti dal Comune)… e puliscono zone della città; sarebbe un modo per dimostrare di avere a cuore il luogo in cui si vive e capire che ognuno di noi deve collaborare a rendere vivibile Mortara!

Se Lei mi mette a disposizione gli strumenti per far pulizia e magari mi fornisce un sistema per pubblicizzare l’iniziativa io sono pronto a fare da catalizzatore; ovviamente sarò io il primo a spargere la voce e fin da ora le garantisco la disponibilità delle 8 braccia della mia famiglia.

L’iniziativa dovrebbe essere rigorosamente apartitica e senza nessuna bandiera, estesa a tutti i mortaresi di buona volontà, consiglieri comunali compresi.

Se può interessare sa come contattarmi.

Cordialmente,

Giorgio Anglese

 Ps: e metta qualche luce più luminosa per le vie della nostra città (per esempio in piazza S.Lorenzo, che ha una facciata splendida), altrimenti sembra di girare al cimitero; già le luci delle vetrine dei negozi scompaiono perché scompaiono i negozi... se vuole contribuisco con il mio portafoglio a pagare la bolletta maggiorata.



Stimato Signor Anglese, premetto che noi non ci conosciamo, che le sue lettere sono nate di sua iniziativa e che non ci sono “trame oscure” tra noi. Lo dico per i molti amanti delle congiure. Vede, la sua lettera è piena di spunti intelligenti, molti, di cui gli amministratori neppure si accorgeranno. Mi creda.

Vede, il panorama degli amministratori lomellini oggi mi ricorda un racconto di un saggio uomo di campagna, del mio paese, che citava la storia di due anziani fratelli (sempre di campagna) che alla mattina “si aiutavano a non far niente”. Vale a dire che si alzavano e poi iniziavano un dialogo che sembrava un elenco di lavori da fare ma che in realtà era un elenco di motivi per cui non si dovevano fare quei lavori. Il problema è che troppi sindaci non cercano di vedere le cose da fare, ma cercano solo le giustificazioni per non farle. Ed ecco che la responsabilità è di qualsiasi cosa tranne che la loro.  Vede, la Lomellina sta andando in pezzi, ma davvero, Mortara è davvero buia, con le strade che si svuotano, i negozi che chiudono, la sporcizia che dilaga, l’aria appestata dai camini e dai camion che la circondano, ma nei fatti i vari personaggi preposti non fanno niente, almeno protestare,  per invertire questa tendenza diventata normalità. 

Lo ripetiamo, ci pare che il maggiore impegno degli amministratori lomellini sia incassare il loro stipendio e girare un po’ di sagre per illudersi che vada tutto bene. Ma il problema è che di fatto le Province non esistono più e che la Regione non pare in grado di gestire la Lomellina decorosamente, dunque ai sindaci spetta un compito grande, impegnativo. 

Noi per l’illuminazione di Mortara abbiamo fatto una lunga campagna stampa dovuta alle lamentele della gente. Ma il sindaco Marco Facchinotti è sembrato orgoglioso di... far finta di niente. “Avete visto? Voi chiedete più luce e io lascio la città al buio!”, è sembrata la parola d’ordine. Senza rendersi conto che il giornale della città interpreta la voce dei cittadini, è uno strumento prezioso per chi vuole amministrare. 

Anche perché, mi permetta, il mio giornale sempre plaude a ogni iniziativa positiva di qualsiasi sindaco o amministratore pubblico e non è certo la “tromba” di gruppetti di parassiti del potere, che mordono per avere le loro briciole.

Vede, stimato signor Anglese qui bisogna capire.

Se l’amministrazione di Mortara non ha i soldi per mettere un po’ di lampadine per le strade buie, il sindaco deve chiedersi perché, capirne la causa e agire di conseguenza, cioè dare le dimissioni. Perché non è lecito che una città di 15mila abitanti non possa illuminare le proprie strade. Non c’è discussione, è così. 

Ma il problema non è solo mortarese, ripeto, è della Lomellina intera. Guardi cosa succede per le strade, per gli ospedali che chiudono tra il fragoroso silenzio delle amministrazioni locali. Non parliamo dei rifiuti, perché qui ci sono stati incendi a raffica, ma poi non succede niente, non si può mai fare niente di niente per salvare quello che rimane dei diritti sacrosanti di cittadini rimasti a respirare schifezze, con treni che non partono, strade bucate, ospedali strangolati da tagli inspiegabili, ponti chiusi, strade deserte e solo qualche imbecille che sogna flotte di turisti che non arrivano mai. Ma siamo matti! 

Noi, come giornale mortarese, speriamo nella rinascita delle coscienze, di cui le sue lettere sono testimonianza. 

Giovanni Ross

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