Martedì 21 Maggio 2019

Finisce in galera il bandito innamorato della sorella della sua vittima

La pistola era finta, ma le rapine erano verissime. Dopo il suo arresto avvenuto il 24 gennaio, adesso il 31enne che a dicembre aveva colpito tre volte in pochi giorni a Vigevano si trova nel carcere dei Piccolini. I reati di cui è accusato sono quelli di rapina e ricettazione.

Vive a Trezzano sul Naviglio ed era tornato in Lomellina per incontrare una ragazza conosciuta su Facebook. Proprio qui i militari, che già lo avevano individuato, gli hanno messo le manette ai polsi. La giovane era, ironia della sorte (pare che il malvivente non lo sapesse) la sorellastra della sua prima vittima dello scorso 10 dicembre. In quell’occasione l’uomo, pluripregiudicato, in via del Popolo aveva minacciato con una scacciacani tre ragazze ed un ragazzo di 19 anni. 

La via è nel pieno centro della città. Si era fatto consegnare le borse e i portafogli con documenti, contanti e telefoni. 

Poi si è dileguato su uno scooter rubato. Verso la mezzanotte del 17 dicembre, sempre in sella allo stesso motorino, si era fermato in una tabaccheria tra via Trieste e via Rovereto, rapinando un 23enne romeno di una decina di euro. Subito dopo in corso Milano aveva tamponato un’automobile costringendo, sempre con la stessa finta pistola, i due occupanti a dargli i telefonini e i contanti che avevano con loro, 30 euro. 

L’uomo è stato denunciato anche per la ricettazione del ciclomotore che utilizzava per le rapine e di un secondo, un Kymco Agility, risultato rubato a Milano nonché per la ricettazione della targa e della carta di circolazione di un ciclomotore rubato a maggio a Milano. Proprio la perquisizione a casa sua aveva permesso ai carabinieri di trovare la scacciacani, i due motorini e uno dei due cellulari frutto delle rapine a Vigevano. 

Tutta la refurtiva è stata restituita ai legittimi proprietari, mentre per il 31enne di Trezzano è stata firmata martedì scorso la custodia in carcere in attesa del processo, proprio perché ritenuto un soggetto pericoloso.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata