Venerdì 03 Luglio 2020

Finisce in carcere un 43enne che era ai domiciliari in una comunità di Cozzo

La scorsa settimana l'uomo, ubriaco, aveva scatenato una rissa

COZZO - Nella notte tra il 25 e il 26 maggio, un 43enne nato a Napoli, insieme ad un amico trentunenne romano, a causa dell’uso eccessivo di alcolici e forse in preda ad una crisi d’astinenza da stupefacenti, avevano dato in escandescenza presso una comunità terapeutica sita in una cascina di Cozzo, dove erano entrambi agli arresti domiciliari, creando panico e disturbo. Durante tali fasi il direttore della struttura, intervenuto per calmare i due esagitati e ristabilire l’ordine, aveva riportato involontariamente una lieve ferita al labbro. I sanitari del “118”, intervenuti unitamente ai carabinieri di Candia, avevano poi condotto presso l’ospedale di Vigevano i due esagitati. Per tali fatti i carabinieri avevano inoltrato alla Corte d’Appello di Milano una relazione degli eventi con allegata una richiesta di sostituzione degli arresti domiciliari presso la comunità con una di custodia cautelare in carcere, motivandola anche con accertati continui allontanamenti non autorizzati dell’uomo e frequenti litigi dello stesso con gli altri ospiti della struttura. La Corte, ha quindi verificato le risultanze dell’Arma emettendo la richiesta ordinanza e giovedì i carabinieri di Candia hanno dato esecuzione al provvedimento rintracciando e arrestando l’uomo, che, al termine il carcere di Vigevano, dove sconterà le pene accumulate per tre sentenze definitive con pena residua di dieci mesi per i reati da lui commessi prima del marzo 2019, vale a dire furto aggravato, violazione di domicilio, danneggiamento e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.


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