Giovedì 19 Settembre 2019

Fanghi, nuovo allarme a Mede, Semiana e Valle

Le persone costrette a stare con le finestre chiuse nelle serate più calde dell’anno, un odore fortissimo che non accennava a diradarsi e che è durato per giorni. Dopo i “soliti” miasmi nelle campagne lomelline è montata la protesta da parte dei cittadini. Intanto anche la Prefettura si interessa al discorso “fanghi” (e gessi di defecazione). Il tavolo che riunisce i sindaci del territorio è stato convocato dal Prefetto per la mattina di martedì 10 settembre a Pavia.

La speranza di tutti, anche dei sindaci spesso impotenti, è che questa assemblea possa rappresentare un punto di partenza e permettere alle varie istituzioni di fare squadra. Le puzze insopportabili nelle scorse settimane hanno interessato un vasto territorio che va da Valle fino a Mede passando per Semiana. 

“Era capitato altre volte, certo – annotano i residenti – che l’aria fosse acre, quasi irrespirabile. Ma come adesso, mai. Ci viene detto che lo spandimento di fanghi deve essere comunicato a Provincia e Arpa, quello dei gessi e dei liquami invece no. Ma chi controlla cosa veramente viene buttato sui nostri campi, e se poi questo materiale non va a finire nei canali? Chi compra il nostro riso all’estero, considerato un’eccellenza, conosce la situazione dei terreni in cui cresce? Perché nessuno si ribella apertamente, perché la gente non inizia a divulgare questo problema in tutti i modi, cosicché si conosca anche fuori dalla Lomellina? Chiunque dovrebbe sapere cosa succede e che qui da noi ci sono persone costrette a respirare odori nauseabondi, a sentirsi male, a chiudere le finestre con 40 gradi”. 

I miasmi che hanno interessato Mede, Valle, Semiana e anche più in là sarebbero dovuti a un terreno tra questi ultimi due centri, un tempo un ex bosco, dove i gessi sparsi non sarebbero stati interrati correttamente. 

In realtà la puzza non è il problema, è l’indicatore del problema, esattamente come il gas propano delle bombole. L’odore aiuta la gente a capire quando inizia il pericolo. Se i fanghi o i gessi di defecazione non puzzassero, quasi nessuno saprebbe cosa sono. Non ci sarebbero proteste e sicuramente il problema sarebbe più silenzioso ma più grave. Nei giorni scorsi il sindaco di Mede, Giorgio Guardamagna, aveva lasciato una nota su Facebook nella pagina del Comune. “Abbiamo interloquito con la Provincia di Pavia ed Arpa di Pavia per conoscere l’origine della problematica – si legge in parte del suo comunicato – e attualmente non sono stati raggiunti risultati positivi: l’interlocuzione riguarda Stato e Regioni e, come al solito, i territori che patiscono queste situazioni sono esclusi dalla potestà decisionale in materia. Sarà cura del Comune tenere alta l’attenzione al riguardo e richiedere tutte le informazioni. Il fenomeno, comunque, è stato rilevato in diversi altri Comuni limitrofi, per cui la problematica, non da oggi, riguarda il territorio lomellino e, come è noto, rappresenta una difficoltà cui da tempo si cerca di dare soluzione”.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata