Giovedì 21 Marzo 2019

Fanghi, il sindaco: cittadini ipocondriaci. L’opposizione insorge

“Chi legge le notizie sui presunti fanghi radioattivi sparsi nei terreni e poi si ammala è ipocondriaco!”. E’ la frase, pronunciata giovedì scorso in consiglio comunale dal sindaco Marco Facchinotti, che ha scatenato la bagarre tra maggioranza e opposizione. Infatti le rassicurazioni, rafforzate dai dati dell’Arpa, sulla contaminazione da cesio137 si sono trasformate in uno scontro politico tra allarmisti e “maleducati”. 

Infatti Paola Savini, esponente della minoranza, non è andata troppo per il sottile nei confronti del primo cittadino. “Mi sarei aspettata – accusa Paola Savini -  un chiarimento pubblico immediato e non dopo altre due mesi dalle accuse sollevate delle associazioni ambientaliste ampiamente riportate dagli organi di informazione. Invece c’è stato un silenzio assordante che ha alimentato l’allarme. E’ inaccettabile che il cittadino debba aspettare mesi per sapere come stanno cose. È stata una maleducazione inaccettabile nei confronti dei cittadini, soprattutto se il sindaco era a conoscenza dei dati corretti”. Il caso risale al 2004 quando in Lomellina sono stati smaltiti i rifiuti della raffineria Metalli Capra. Il pericolo ravvisato dagli ambientalisti è che la quantità di Cesio137 fosse maggiore nel fango biologico rispetto a quello rintracciabile nelle acque trattate anche nel depuratore mortarese. La risposta a questi timori si è fatta attendere. Ma alla fine è arrivata in consiglio comunale dopo una mozione  presentata da Giuseppe Abbà. “La mozione parte con un errore madornale – è stata la risposta di Marco Facchinotti - perché nel testo si parla di fanghi radioattivi, mentre il depuratore di Mortara non ha mai trattato fanghi. Altrimenti sulla stampa compare il titolone che dice che a Mortara si spandono i fanghi radioattivi. AsMortara tratta unicamente acque reflue civili e industriali. La prefettura di Brescia aveva imposto, e ribadisco il termine imposto, alla raffineria Metalli Capra di conferire all’impianto mortarese il proprio percolato solo se la concentrazione di Cesio137 fosse stata inferiore ad un becquerel per grammo. La stessa prefettura di Brescia ha acquisito i certificati  piezometrici che hanno registrato una concentrazione di 0,021 becquerel per grammo. Quindi inferiore al valore limite individuato dalla Prefettura. L’impianto di Mortara è anche sottoposto a controlli periodici regolarmente effettuati da Arpa. L’8 novembre 2016 sono stati controllati cinque campioni prelevati dalla acque di Mortara riscontrando su tali acque valori inferiori alla sensibilità degli strumenti di misurazione. Quindi non c’è alcuna rilevanza né del punto di vista ambientale, né da quello sanitario”.  

Fin qui la ricostruzione dei fatti. Poi è stato battibecco politico sui tempi e modi di questa risposta. “A volte  - continua il sindaco - è più divertente aspettare un po’ di tempo per poi smontare le accuse infondate e anche e le mozioni di chi ci crede a queste voci. Le persone non ci vanno di mezzo, non c’è stata maleducazione nei confronti dei cittadini. Nessuno c’è andato di mezzo, a meno che i cittadini non siano ipocondriaci e si ammalano leggendo il giornale. Se dovessi dare attenzione a tutte le pifferate che compaiono sui social ogni giorno dovrei rispondere alla solita domanda sul fumo che esce dal camino della Sit che, semplicemente, con le luci poste in cima al camino, a volta sembra rosso e non grigio”. 

Infine la mozione di Giuseppe Abbà chiedeva all’amministrazione di riportare il depuratore cittadino alla sua funzione originaria, cioè quella di trattare solo gli scarichi cittadini. “Non se ne parla  - risponde lapidario Marco Facchinotti - di ridimensionare l’attività del depuratore di Mortara che ha 3 milioni di indotto e dà lavoro a decine di persone. Anche grazie a queste attività di depurazione dei liquami provenienti da altre aziende AsMortara gode di ottima salute e porta dei benefici a tutta la città”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata