Venerdì 05 Giugno 2020

Ex magazzino comunale: ora il municipio va in Cassazione (dopo aver perso ben due volte)

Il Comune barcolla, ma non molla. E prima di andare definitivamente al tappeto, dopo aver incassato altrettante condanne nei primi due gradi di giudizio, sul caso dell’ex magazzino di via Sauro prova con il ricorso in Cassazione. Nella speranza di ribaltare i precedenti pronunciamenti. Questa è l’ultima spiaggia per capovolgere l’esito rispetto alle due precedenti sentenze. Per il ricorso in Cassazione nei giorni scorsi gli amministratori hanno stanziato 2mila e 655 euro e confermato l’incarico allo studio legale Adavastro e associati. Intanto, però, dal Tribunale sono già arrivati due giudizi sfavorevoli e la condanna per l’ente pubblico alla restituzione dei soldi incassati dal privato che nel 2010 aveva acquistato l’ex magazzino comunale. 

La sentenza di appello risale al dicembre del 2019. Il Comune ha già restituito circa 80 mila euro, somma spesa dal privato per demolire l’ex magazzino. Sommando anche le spese legali si arriva a quota 100mila euro. Infine c’è il valore vero e proprio dell’area di via Sauro. Nel complesso si arriva a  430mila euro. “Non verseremo l’intera somma – spiega l’assessore alle finanze Margherita Baletti, che è anche avvocato di professione – fino a quando non avremo il responso dell’ultimo grado di giudizio. Questo perché abbiamo ottenuto la sospensiva. Ci sono ancora delle possibilità che in Cassazione le nostre motivazione possano prevalere. Fino ad allora non gettiamo la spugna, così come è stato concordato con tutta la giunta. Intanto la responsabilità dell’area e della sua messa in  sicurezza spetta agli acquirenti”. Al di là delle questioni giuridiche, ce n’è una molto pratica. In caso di condanna definitiva per l’ente pubblico, e indirettamente per i cittadini, arriverebbe un salasso da circa 430mila euro. Per dirla come scritto nelle delibere della giunta, ci sarebbe “un grave pregiudizio contro il Comune”.

Il pasticcio che sta “bruciando” soldi pubblici è stato “ereditato” dalla giunta Facchinotti. La vendita del terreno risale al 2010, mentre la causa è iniziata nel 2014 quando il neo proprietario dell’ex magazzino ha iniziato a svolgere i lavori di demolizione dell’immobile. Ed è allora che ha scoperto la “sorpresa”. Proprio sotto quel terreno passa la vecchia fossa civica. Una presenza non segnalata nel contratto di acquisto e che ha impedito la realizzazione del complesso residenziale che sarebbe dovuto sorgere. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata