Sabato 14 Dicembre 2019

Elezioni comunali: tra stranezze e sorprese a spasso tra le risaie. A Tromello il primo sindaco transgender d'Italia

Le comunali  di Tromello premiano Gianmarco Negri (nella foto durante il brindisi della vittoria), un giovane outsider, un avvocato transgender, che batte sia la Lega che la lista legata all’amministrazione uscente. E vince bene, distanziando il Carroccio di ben duecentocinquanta voti. Quindi il comune di Tromello parrebbe virare verso lidi lontanissimi da quelli legati al primo partito in Italia. E invece la situazione appare più complessa.

Il risultato del voto europeo conferma in pieno il trend: la Lega a Tromello, per le europee, incassa ben 1.079 voti, attestandosi al 52,69 per cento. Il Partito Democratico, al secondo posto, prende solo 331 voti: una distanza siderale dal partito di Salvini. Le Comunali invece registrano una sonora batosta della Lega a favore di una lista civica che ha, nei punti del programma, il pareggio di bilancio. La persona. Questo conta nel paese. Puoi essere legato al partito più forte del momento, che in contesti nazionali o europei prende la maggioranza assoluta, ma in paese ti conoscono. Questo è stato il segreto della vittoria di Gianmarco Negri.

Nel lunedì post elettorale il resto della Lomellina si sveglia con alcune novità e alcuni risultati clamorosi. 

L’onda lunga del trionfo leghista alle elezioni europee, che ha conquistato tanti voti quanto gli altri partiti messi insieme, ha travolto anche i piccoli paesi. Il verdetto più inatteso delle comunali è quello di Dorno: il sindaco Pd Mariarosa Chiesa, data per favorita nella conquista del secondo mandato, si arrende al suo sfidante Francesco Perotti sostenuto da Lega e Forza Italia. Cinque anni fa la stessa sfida aveva avuto esito opposto. 

Anche a Cassolnovo Luigi Parolo, uomo senza nessuna esperienza politica ma con l’appoggio del Carroccio, ha sbaragliato il primo cittadino uscente Andrea Volpati, di area centro-sinistra, che arriva addirittura terzo dietro anche alla civica di Gianfranco Delfrate. Il centro destra domina anche a Cilavegna (Giovanna Falzone, con Giuseppe Colli come vice, doppia Gianpiero Campana e la sua civica che comprendeva anche il segretario locale dei democratici). La Falzone è il primo sindaco donna della storia del paese. Campana ha annunciato che non siederà sui banchi dell’opposizione. 

Le sue dimissioni sono arrivate a neanche 24 ore dai risultati. “Ringrazio le persone che mi hanno sostenuto – dichiara – e prendo atto della scelta degli elettori. Delego a rappresentare “Vivi Cilavegna” i consiglieri eletti”.

Oltre ai volti nuovi, come a Zeme in cui i tre candidati erano tutti all’esordio – Massimo Saronni, l’ex vice, batte nettamente Paolo Pomati e Pierangela Marangon – e a Rosasco, dove Riccardo Berzero Taccone raccoglie in solitaria la pesantissima eredità di Roberto Scheda, anche alcuni addii amarissimi. Ernesto Prevedoni Gorone deve abdicare dopo dieci anni a Sartirana: il suo vice Pietro Ghiselli, che lo ha di fatto sfiduciato da quasi un anno formando una lista civica sua con gran parte della maggioranza, ha conquistato il triplo delle sue preferenze. 

Prevedoni Gorone è secondo, a poca distanza da Giancarla Panizza. Imprevedibilmente perde anche Paola Franzo: l’ormai ex sindaco di Palestro si arrende per nove voti a Giuseppe Cirronis. Farà opposizione dopo un solo mandato. 

“Mi dispiace non tanto per me, ma per il paese”, è la sua dichiarazione a caldo dopo aver appreso la sconfitta. 

Non hanno problemi a Parona Marco Lorena, che bissa il successo contro Gianbattista Bianchi e i “colliani”, Luca Mondin ad Olevano che si sbarazza di Alessandro Bravo e Roberto Francese a Robbio, con un 70-30 a Gianni Cerutti che non ammette repliche. 

A Lomello la corsa sul filo di lana si è conclusa con la conferma di Silvia Ruggia, ma la sfidante Maria Erminia Raineri sostenuta anche dall’ex primo cittadino Giuseppe Piovera, è arrivata vicinissima e promette un’opposizione combattiva. Candia vece trionfare ancora Stefano Tonetti, ma la sfida contro l’altro Stefano (Conti) è stata più dura del previsto. Staccatissima Carmen Bortolas, candidata dell’ultimo minuto.

E poi c’è Villa Biscossi: 75 abitanti, 50 votanti, quasi trenta candidati al ruolo di consigliere. Mezzo paese, o poco meno. La spunta Rino Viganò, 84 anni, alla guida della Lista “Più Futuro”: tanto entusiasmo e una bella vittoria.

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