Giovedì 19 Maggio 2022

Elettrosensibilità: il più diffuso male invisibile

Il tre per cento della popolazione mondiale soffre di elettro sensibilità. In Italia la malattia colpisce già oltre un milione di persone. Si tratta di una patologia invalidante che colpisce, soprattutto le donne, con   una frequenza in aumento esponenziale. I sintomi sono molti, moltissimi. Difficoltà di concentrazione, vertigini, nausea, cefalea, perdita di memoria, visione offuscata, sensazione di pesantezza al torace, perdita di appetito, palpitazioni. Chi ne soffre non può più svolgere una vita “normale” perché l’inquinamento elettro magnetico è ovunque.

Eppure la scienza, per stabilire la pericolosità delle emanazioni elettro magnetiche, si basa solo sul loro effetto termico. Se scalda fa male. Altrimenti tutto tranquillo. Sono completamente ignorate le conseguenze biologiche. “Effetti collaterali”, per così dire, che colpiscono i soggetti più sensibili. Si tratta ovviamente dei bambini. E oggi, già dalla tenera età, sono abituati a maneggiare ipad e cellulari.  “I limiti di esposizione  -denuncia Paolo Iorio (nella foto), presidente dell’Associazione italiana elettro sensibili -  sono stati elaborati negli anni ‘90 dall’Icnirp facendo un test su un manichino di plastico. Per un breve lasso di tempo hanno bombardato di onde un rivestimento inerte riempito con un liquido biologico. Poi hanno calcolato i limiti in base all’aumento della temperatura del liquido di un grado. Esistono però effetti di natura non termica, dimostrati da studi che risalgono già dagli anni ‘50. Ci sono 230 scienziati che hanno presentato un rapporto all’Onu per denunciare queste evidenze. L’Icnirp non ha preso in considerazione queste prove per il conflitto di interessi che avvelena le decisioni della commissione internazionale”.

Prima ancora che per la trasmissione dei dati le onde elettro magnetiche sono state usate, all’epoca della guerra fredda, come una vera e propria arma. “Negli anni ‘50 l’ambasciata sovietica in Usa – continua Paolo Orio – è stata bombardata da queste onde. Le conseguenze sono state letali per i tre ambasciatori rossi che consecutivamente si sono succeduti in quel ruolo. Tutti e tre sono deceduti, vittime della medesima forma di tumore. Così come molti altri funzionari attivi nell’ambasciata”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata