Lunedì 27 Gennaio 2020

“Ecco come ho perso la pensione per colpa dei fanghi”

Ho iniziato ad interessarmi  a questo subdolo fenomeno nel 2001 dopo aver assistito alla trasparenza di uno smaltimento a poche centinaia di metri dalla mia abitazione a Miradolo Terme adiacente al rinomato stabilimento termale.

Da allora oltre ad approfondire mio malgrado le mie esperienze sul territorio ho inviato lettere di protesta ad amministratori ed enti, ho interessato il Noe ed ho anche trasmesso un esposto alla procura di Pavia nel 2013 archiviato con leggerezza, purtroppo i carabinieri di Bobbio come avevo espressamente chiesto non l’hanno trasmesso alla procura di Lodi e questo mi ha impedito di costituirmi parte civile contro la Cre, per quanto riguarda i controlli ho un resoconto da parte dell’Arpa sul territorio del basso pavese su cui è meglio stendere un velo pietoso e per  il quale mi era stato chiesto un pagamento di 325,40 euro che non ho pagato perché come comunicato ritenevo la ricerca propedeutica al patetico, tutto questo mi ha fatto constatare che su questo problema in Lombardia e soprattutto in Provincia di Pavia, la Lomellina ne è anche un attuale esempio,vi è l’assoluta mancanza di volontà perlomeno di limitarlo e chi sinora condivide questo andazzo o è solo per non sporcarsi le mani o per non ledere i ben radicati e remunerativi interessi  che girano attorno a questo traffico di rifiuti di questo sempre si tratta.

Non riuscendo a convivere in un ambiente dove queste operazioni venivano svolte in modo scellerato non solo prima della semina o dopo il raccolto, ma grazie ad impianti di latifoglie di pregio  realizzati ad hoc i disagi olfattivi oltre a quelli a cui ci dobbiamo affidare al nostro sistema immunitario, venivano spalmati durante tutto l’arco dell’intero anno ed in pieno periodo estivo e per questo ho lasciato con sacrifici casa a Miradolo Terme e lavoro prima a Villanterio dove tra altre sette aziende svolgeva la loro salutare attività la Cre e dopo altri tre anni di lavoro socialmente utile dopo la risposta dell’avvocatura della regione Lombardia.

Del mio trasferimento nel piacentino non ho di che pentirmi, quello che mi ha più contrariato è non essere stata riconosciuta la giusta  causa delle mie dimissioni, in questo strampalato paese le normative non consentono di dimetterti se prima di altri hai capito che le attività svolte da soggetti irresponsabili nell’ambiente in cui devi convivere possono nuocere alla salute,con queste normative è stato deciso che devi aspettare di ammalarti.

Per dimostrare la mia giusta causa ho contattato con posta certificata il patronato Inca di Piacenza che dovrebbe tutelare la salute dei lavoratori, il direttore Inps della sede di Piacenza e l’assessore al territorio della regione Lombardia, ai quali ho girato parte della mia documentazione per la quale ci vorrebbero l’intera pagina di questo giornale e la sentenza della condanna dei vertici della Cre per smaltimenti illeciti, i riscontri avuti riassunti qui di seguito mi hanno fatto pensare che per tutelare i cittadini ci vorrebbe un nuovo Robin Hood.

Il riassunto con  il patronato Inca è il seguente: Dopo un incontro in cui mi è stata negata l’assistenza legale contro la domanda respinta dell’Ape social,n ho risposto con una missiva nella quale scrivevo: “Se devo rassegnarmi alle normative vuol dire che in questo paese la priorità è tutelare i soggetti segnalati nella sentenza”

Il riassunto della corrispondenza con il direttore dell’Inps è il seguente: Con il direttore ho avuto un incontro il 3 giugno 2018 per giustificare le mie dimissioni egli ho rivolto subito la domanda “resterebbe al lavoro sapendo che attorno operano i soggetti segnalati nella sentenza?”, mi ha fatto capire forse sapendo che nel nostro paese il buon senso è assai carente  che più realisticamente con l’entrata in vigore di quota 100, con il pagamento di 6678,66 euro di contributi volontari in aprile di quest’anno sarei andato in pensione con circa 800 euro mensili. 

La norma stabilita per quota 100 non mi ha consentito di accedere e per questo l’ho ricontattato chiedendo di valutare la documentazione e versando anche l’importo,di accogliere la domanda dell’Ape social, in risposta sempre ligi alle normative mi veniva confermato  il diniego in quanto non ho usufruito di nessun sostegno al reddito e in risposta a questo riscontro ho inviato quanto segue: “Eg.Direttore sig.Franco Artese-E.p:c. Sig.ra Daniela Veneziani.Il contenuto della vostra risposta era già perfettamente a mia conoscenza,evidentemente quanto ho inviato per giustificare la giusta causa delle mie dimissioni che richiedeva solo un briciolo di attenzione o è stato ignorato o nemmeno preso in considerazione, forse non si ha il coraggio di creare un  precedente pur supportato da validi motivi ripeto ben evidenziati,quel che è certo che in questo paese è da illusi che etica e giustizia tanto strombazzate vengano recepite e voi avete perso questa occasione”.

Il riassunto dei contatti con il sig. Pietro Foroni è il seguente:

Ho contattato l’assessore per sottoporre alla sua attenzione già d’allora il problema fanghi e pensando quanto fosse a conoscenza della documentazione che le ho trasmesso e soprattutto della Cre per chiedere nel limite delle sue personali attività non solo politiche  di perorare la giusta causa delle mie dimissioni. Il solo riscontro telefonico avuto tramite la segretaria Sig. Serena  è che quanto trasmesso  non era di sua competenza, lascio all’interessato una riflessione sulla sua non competenza e chiudo il riassunto con un paragrafo della mia risposta al suo non riscontro: “Ieri seguendo la sua pagina facebook ho notato un bel post dove mostrava il suo cane, passione condivisa ed il mio rammarico prendendo spunto da questo post di quanto il mondo sarebbe migliore se che ha incarichi che in qualunque modo possono decidere il benessere della collettività recepisse i loro valori”.

Tengo a precisare di essere un convinto apolitico e quanto questa esperienza mi ha insegnato con contatti con amministratori e funzionari pubblici di ogni colore politico mi fa fiero di esserlo,continuo ad aspettare la nascita di un nuovo partito quello del buon senso che sinora è sempre purtroppo latitante.


Antonio Lunghi © Riproduzione riservata