Sabato 14 Dicembre 2019

E alla fine arriva l’aumento delle tasse comunali. Il sindaco: lo fanno anche in altri Comuni

Si scrive addizionale Irpef, ma si legge stangata. Infatti è in arrivo l’aumento della tassa comunale sulle persone fisiche. Con tutte le premesse e precisazioni politiche del caso. Tra un “non vogliamo ma dobbiamo”, un “abbiamo le aliquote più basse rispetto agli altri Comuni” e il classico “l’aumento sarà minimo”. Resta il fatto che  l’aumento delle tasse è certo e necessario. Il momento lo richiede. Da un lato c’è lo stato di emergenza delle casse comunali, con equilibri di bilancio tutt’altro che in equilibrio. Dall’altro il momento è propizio: a tre anni dalle prossime elezioni comunali c’è tempo per manovre impopolari, ma necessarie. “Stiamo valutando ancora diverse opzioni – precisa il sindaco Marco Facchinotti – in modo da capire quali siano le modifiche più giuste da apportare al sistema di tassazione. E’ certo che qualcosa deve essere ritoccato, anche se è sempre antipatico aumentare la pressione fiscale. Proprio per questo alcuni punti fermi non saranno toccati, a partire dall’esenzione totale dell’addizionale Irpef per tutti i cittadini con un reddito inferiore ai 12 mila euro. Siamo tra i pochi Comuni a mantenere, e continueremo a farlo, uno soglia di esenzione così alta. Ad esempio a Vigevano e Mede la soglia è di 10mila euro”. Altra peculiarità che contraddistingue Mortara è l’esistenza di 5 diverse fasce di tassazione. 

Da 12 mila a 15 mila euro di reddito l’anno l’imposta è fissata allo 0,3 per cento. Si sale allo 0,5 per cento per i redditi da 15 a 28 mila euro. Le altre fasce vanno da 28mila a 55mila (0,6 per cento) e da 55mila a 75mila (0,7 per cento). Infine c’è l’aliquota massima, quella dello 0,8 per cento, che si applica per i redditi superiori ai 75mila euro l’anno. Ed è qui che potrebbero esserci i cambiamenti maggiori. Infatti con la legge di Bilancio 2019 è stato tolto il blocco della leva fiscale negli enti locali. I Comuni possono aumentare le aliquote dei tributi comunali senza più alcun paletto. Secondo le stime questa opportunità verrà colta da cinque sindaci su sei, per un totale quasi 7mila Comuni. “Sul tavolo abbiamo almeno 4 o 5 diversi schemi che ipotizzano altrettanti scenari in base a differenti modifiche delle aliquote. Si passa dall’aumento più contenuto, che porterebbe ad un maggiore incasso ipotetico di circa 60 mila euro, a quello più consistente che porterebbe a maggiori entrate di quasi 200mila euro. Probabilmente adotteremo la strada intermedia, senza mettere le mani in tasca alle fasce più sensibili e in difficoltà”. Secondo questa ipotesi la “stangatina” dovrebbe concretizzarsi in un aumento complessivo di circa 100 mila euro. “Prima di dare giudizi su questi argomenti – aggiunge il primo cittadino – è necessario guardarsi attorno e vedere quello che avviene negli altri comuni. Prendo ad esempio i Comuni di Mede e di Vigevano che da anni prevedono una tariffa unica, quella massima dello 0,8 per cento, per tutti i redditi superiori ai 10mila euro. Invece Mortara è uno dei pochi enti locali che salvaguarda i meno abbienti e tutela i redditi più bassi”. 

Luca Degrandi © Riproduzione riservata