Venerdì 14 Agosto 2020

Durissima replica della Zerbinati: pare deplorevole che il caso rispunti a ridosso delle elezioni

“Qui non siamo al Grande Fratello”. Risponde Laura Zerbinati, dopo settimane in cui (suo malgrado) è stata coinvolta in attacchi che secondo lei sono solo propaganda politica, fumo negli occhi in vista delle elezioni. 

La Zerbinati, vicesindaco di Andrea Mora dimessasi due anni fa, era stata accusata dal consigliere di minoranza uscente Massimo Zorzoli di “presunte irregolarità” sulle pratiche edilizie inerenti la ristrutturazione di casa sua. Documenti che non si troverebbero più. Un caso arrivato anche nell’ultimo consiglio comunale del 30 aprile. 

“I lavori di ristrutturazione, che hanno interessato l’abitazione in cui risiedo, di cui non sono proprietaria – ribatte Zerbinati, di professione avvocato – hanno avuto inizio nel 2004 e si sono svolti, per la gran parte, nel corso del mandato dell’amministrazione capeggiata dal sindaco Lorena Basora, di cui faceva parte il signor Zorzoli. L’amministrazione Basora aveva autorizzato le opere senza nulla eccepire ai committenti. Pare alquanto deplorevole che la questione su “presunte irregolarità” venga palesata dopo diversi anni ed a ridosso delle prossime elezioni amministrative”. 

Laura Zerbinati aggiunge anche che, a seguito di un esposto presentato da Annalisa Tedesco, attualmente candidata come consigliere alle prossime elezioni, il responsabile dell’Ufficio Tecnico e della Polizia Locale del Comune avevano eseguito un regolare sopralluogo nell’abitazione il cinque maggio del 2017, due anni fa, a seguito del quale veniva appurato ed attestato nella “relazione finale” a chiusura dell’istruttoria (il protocollo è il 2810 del 2018), che “tale immobile risulta regolarmente autorizzato” e non veniva riscontrata alcuna difformità rispetto al progetto originario, cioè non sono state trovate opere realizzate abusivamente. L’atto in questione è poi stato trasmesso alla Procura della Repubblica, ma solo per conoscenza. Il procedimento amministrativo correttamente attivato dagli uffici, è terminato e attualmente non risultano indagini in corso. 

“Occorre anche chiedersi come mai – conclude l’ex vicesindaco – il consigliere di minoranza sia così interessato a due pratiche edilizie degli anni ’80 relative a una recinzione in rete metallica dell’orto di proprietà dei miei genitori, le quali non sono state reperite nei polverosi archivi del Comune e che nulla hanno a che vedere con l’abitazione in cui risiedo. Certamente sulla documentazione amministrativa c’è chi ha obblighi di custodia ed è giusto che si faccia ogni tipo di indagine, in favore della quale ho sin da subito rammostrato ampia disponibilità. Tuttavia vorrei che si riflettesse su una cosa: nel nostro vituperato Comune, caratterizzato da problematiche economiche e sociali di particolare gravità, c’è un consigliere di minoranza che all’alba delle nuove elezione si prodiga con ogni mezzo a fare esposti su “presunti” abusi, “presunti” reati e “presunti” contributi (parliamo quindi di aria fritta) nei confronti di tutti coloro i quali abbiano avuto contatti con l’attuale maggioranza, sottraendo risorse alla pubblica amministrazione, che deve distogliere mezzi, non solo economici, all’interesse generale per concentrarsi sui “pollai” degli ex assessori, peraltro accertati come non abusivi. Il consigliere Zorzoli farebbe bene a documentarsi prima di diffondere a macchia d’olio errate informazioni alla cittadinanza e concentrarsi attivamente sulla propaganda politica, piuttosto che sprecare energie per alimentare dubbi inesistenti sulla mia persona, ledendo gratuitamente la mia reputazione e onorabilità. Qui non siamo al Grande Fratello! E poi, proprio coloro che additano la sottoscritta elevandosi a paladini della giustizia, sono così sicuri di avere tutto “in regola”?”. 

Alle parole di Laura Zerbinati si aggiunge anche la relazione finale del Comune di San Giorgio, firmata dal vice commissario della polizia locale Claudio Lucchelli e dal responsabile dell’ufficio tecnico Fabiano Conti. L’immobile di via Zanetti 17 “risulta regolarmente autorizzato con Dia 22/2009 e con Scia 6/2015”. 

Inoltre non ci sarebbero “sufficienti elementi per poter configurarsi la fattispecie di un’occupazione abusiva dell’ex vano sottoscala”, come era stato contestato. Il vano è confinante con la proprietà di Annalisa Tedesco e Carmine Gandini. Risulta anche regolare il piccolo appartamento accessorio con tetto in legno (anch’esso oggetto di polemiche dagli avversari della Zerbinati) a seguito della concessione edilizia rilasciata nel 1984, trovata in archivio non senza fatica.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata