Sabato 14 Dicembre 2019

Dedicato a Renato Soffritti, l’attaccabrighe

In questo caso tuttavia il sostantivo lo uso con la più ampia simpatia e la mia più completa ammirazione per questo amico ambientalista, che studia la notte e fa controinformazione, sui dati ufficiali legati ai vari inquinamenti di questa nostra martoriata terra. 

Parlo di Renato Soffritti. Un paronese che in passato ha dimostrato ciò che la politica, spesso più attenta al consenso che all’approfondimento, ha negato o fatto finta di non conoscere. Mi riferisco al surplus statistico sulle nascite a Parona delle bambine rispetto ai maschi che si sovrappone a quanto accaduto in passato a Seveso.

In queste settimane lo scontro dialettico è tra Renato e l’Arpa, che certo non ha mai brillato in passato per prevenzione e diligenza sul controllo ambientale. Forse anche per mancanza di personale, competenze, liquidità. Per molti i suoi dirigenti sono quelli che giocano a sudoku nei convegni in cui si parla di salute oppure conoscono i controlli fatti, che stanno nelle dita di una mano, sulle migliaia di sversamenti di fango nelle nostre campagne. 

D’accordo è un giudizio estremista e troppo superficiale. Eppure questo ente continua a non dare fiducia a tanti e tutti noi sappiamo bene quanto l’immagine e la reputazione di un servizio siano importanti oggi.

Il fatto è che la Lomellina non brilla certo per l’economia circolare e sostenibile. L’impressione è che tutto il marcio della Regione e di tante altre ragioni sia finito qui. tanto siamo pochi e non ci arrabbiamo mai. Ci ammaliamo in silenzio e poi abbiamo problemi molto più grandi come l’immigrazione da combattere.

Renato contesta alcuni dati forniti da Inemar, agenzia di cui si serve l’Arpa pavese e da cui emerge che a causa della nostra piu’ grande azienda mortarese, produciamo più inquinamento di Milano. L’azienda è la stessa che proprio in questi giorni celebra davanti al Castello metropolitano la sua filosofia eco-friendly., nelle giornate del Fuori salone del mobile.

Renato pensa ad un errore di elaborazione dati. Noi non sbagliamo, gli rispondono. L’unica opzione che rimane aperta è, sostiene Renato, che Mortara a questo punto potrebbe vantare il primato di città più inquinata di Pm10 con 140 tonnellate all’anno del mondo. O l’una o l’altra.

La politica locale cade come sempre dal pero, cerca di capirci qualcosa, e io mi stupisco ogni volta che non abbia informazioni che già dovrebbe possedere e che dovrebbe avere elaborato.

In ogni caso questo post è fatto unicamente per schierarmi apertamente e senza dubbi dalla parte di Renato. Al di là del merito, sul quale non si discute. Semplicemente per lodare il suo coraggio. Da solo o quasi, denuncia ciò che molti già sappiamo, che non vogliamo ammettere. Per quieto vivere e per non farci nemici. Il Re insomma è nudo, ma ci vuole sempre un bambino per dire la verità.

L’ambiente in questa città, nella mia città è, anche al netto di Ecotrass ancora in costruzione, un problema grave, gravissimo, un’ emergenza. Possiamo far finta che tutto va bene madamadorè.

 Non è così. I sindaci convocati dall’Ats nei prossimi giorni, troveranno presumibilmente dati epidemiologici da paura. Speriamo che non li sigillino nei cassetti e li rappresentino alla popolazione.

Renato assomiglia a quei tremendi ragazzi degli anni ‘70 che facevano controinformazione, perché il potere spesso e volentieri, un po’ ovunque, ha la tendenza ad auto assolversi: poi, incredibile ma vero, ci sono poi amministratori che per non macchiarsi, fanno firmare al loro posto le autorizzazioni più spinose in estate a laureati in lettere moderne. Ma questa è tutta una altra storia. Tragica e divertente, segnalata a Milano in conferenza stampa da Bonetta del Parco Visconteo, parlando di fanghi e nonostante l’allarme di Ispra del 2005.

Sul tema che oggi si affaccia sul dibattito cittadino invece Renato dice “non si può credere che un impianto come la SIT da solo inquini 10 volte la somma di tutte le industrie di Parona o come 20 inceneritori. Se fosse vero a chi abita in Lomellina gli conviene prenotare una bara”.

Come dargli torto?

Insomma Renato, per quel poco che può valere questo post, sappi che io sono dalla tua parte. Io non so se hai torto o ragione, ma certo hai, abbiamo tutto il diritto di pretendere, di sapere la verità. Oltre i tecnicismi, oltre la complessità. 

Perché chi amministra la cosa pubblica , chi lavora nelle agenzie che monitorano inquinamento e salute sono pagate dai cittadini. E non sempre hanno brillato per chiarezza. Chiarezza e trasparenza.

Per questo devono spiegare bene le cose, il perchè e il percome, e rispiegarle anche mille volte se serve, fino a quando non solo il laureato in biologia al Politecnico ma anche la casalinga di Voghera, con tutto rispetto per le casalinghe, ha capito perfettamente la questione.

Bene fa il giornale locale Informatore Lomellino ad andare sino in fondo. 

Abbiamo bisogno di risposte.

Non di struzzi.


Caro Adriano, come puoi leggere su questa edizione, nata dopo la diffusione di queste tue righe dedicate a Renato Soffritti, la situazione si è ulteriormente evoluta. 

Il dato di polveri sottili per Mortara, il famigerato PM 10, sostentuto da Arpa Lombardia, che è ente regionale, non lascia spazio a dubbi sul livello pazzesco di inquinamento da polveri sottili della città. Un dato pubblico, confermato, che va ad aggiungersi alle altre fonti di inquinamento con cui già siamo costretti a fare i conti.

E adesso le istituzioni devono dare risposta, perché l’allarme rosso non arriva da dei picchiatelli ambientalisti ma dagli scienziati e dai tecnici pagati dalla Regione Lombardia, cioè dai cittadini. E i cittadini ora devono potersi difendere.

Giovanni Rossi

Adriano Arlenghi © Riproduzione riservata