Giovedì 19 Maggio 2022

Dai primi di luglio entreranno in azione dieci fiutatori addestrati per scovare i puzzoni

Già 49 persone dall’inizio dell’anno erano talmente infastidite dai miasmi industriali di Parona da voler ricorrere allo specifico “sportello odori” reale e virtuale. Chiunque, tramite pochi click dal sito online dell’amministrazione, può segnalare le molestie olfattive o, in alternativa, può lagnarsi recandosi negli uffici della polizia locale.

Mentre alcuni segnalano ed altri, per pigrizia o sfiducia scelgono di non farlo (49 è solo il numero dei segnalatori) stanno per arrivare gli “annusatori”. 

Dopo una fase preparatoria che va avanti da inizio anno sono stati definiti i dettagli: 40 piazzole sparse per il paese e per le campagne e 10 individui che, per la bella cifra di 27 euro all’ora, dovranno andare in giro, respirare a più non posso e classificare i vari tipi di puzze. Sanno distinguerle dopo un corso di formazione a cura della Osmotech, l’unica azienda italiana accreditata per il sistema Field inspection, nome inglese ma idea tedesca. Inizieranno ai primi di luglio.  Oltre ai dieci “titolari” ci saranno due supplenti, in caso qualcuno desse forfait o non si comportasse bene. Per essere sicuri che andranno davvero a riempirsi i polmoni di fumi nocivi e non faranno finta, rimanendo poi straiati sul divano, dovranno avere un cellulare tracciabile. Negli ultimi giorni è stato reso noto che anche le aziende paronesi considerate a “elevato impatto ambientale” hanno consentito a fornire campioni anche dall’interno, aprendo le porte ai tecnici di Osmotech. 

L’idea aveva fatto discutere e sorridere, ma l’amministrazione la difende.  Anzi, per il sindaco Marco Lorena e i suoi la “Field inspection” è molto più sicura dei “nasi elettronici”. La griglia virtuale del territorio basata sui rilevamenti degli annusatori potrà permettere al Comune di avere dei dati nero su bianco e, se necessario, mettere con “le spalle al muro” le aziende, con tutti gli stravolgimenti che questo comporterà. 

“Tutto andrà avanti per sei mesi – aggiunge Lorena – proprio per confrontare i dati estivi con quelli dei mesi freddi, il periodo in cui le emissioni nell’aria si concentrano di più anche per via dei riscaldamenti e della nebbia”. 

Ma anche la primavera non scherza: secondo le segnalazioni dello Sportello odori, consultabile da tutti, i mesi di marzo e aprile hanno avuto rispettivamente 13 e 11 lamentele da parte dei paronesi. 

Il totale da gennaio è di 49 e si dimostra in crescita rispetto al 2018, quando erano soltanto 35. 

Marzo 2018 ha avuto una sola segnalazione, a fronte delle 13 di quest’anno. Maggio 2018 ne ha avute tre, adesso erano sei. Il picco si è avuto effettivamente tra settembre e novembre dello scorso anno con 44 “punti” totali in tre mesi. 

Il mese più puzzolente è stato proprio novembre, con 19. 

Le segnalazioni dell’anno da poco concluso sono state cento totali. Chissà se i rilievi degli “annusatori” saranno in linea coi nasi stufi e irritati dei paronesi che queste puzze le respirano gratis.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata