Martedì 25 Giugno 2019

Cozzo: preso bracconiere. Ma è anche un forestale

Uno dei due bracconieri era un carabiniere forestale, che approfittava della sua conoscenza delle normative (e di come aggirarle) per abbattere uccelli protetti.
Lo hanno scoperto nelle campagne di Cozzo, nei giorni scorsi, gli agenti della polizia provinciale, impegnati quasi quotidianamente nei controlli contro la caccia di frodo in collaborazione coi volontari del Wwf. L’uomo, 34 anni, che vive nel bresciano, aveva realizzato un cassone di plastica che conteneva gli uccelli da porre sotto il suo fuoristrada, attaccato con una grossa calamita, in modo da non farsi scoprire durante i controlli. All’interno del cassone c’erano delle allodole usate come richiami vivi, che erano state mutilate e accecate. Le pispole, animali che non si possono cacciare, erano invece state sepolte nel terreno, con l’obiettivo di recuperarle dopo. Secondo alcune fonti ci sarebbe stato anche un profilo Facebook a suo nome, in cui si “vantava” delle imprese. 
“La cosa che più ci amareggia – dichiarano dal Nucleo lombardo delle guardie Wwf Italia – è che quest’uomo sia un forestale. Noi lavoriamo quotidianamente al fianco dei suoi colleghi, persone validissime, proprio per contrastare quelli come lui”. Il 34enne e il suo compare sono stati denunciati per maltrattamento di animali e violazione delle regole sui richiami (proprio per le allodole vive, ma mutilate, che usavano per attirare le pispole). La vicenda è affidata ai giudici del tribunale di Pavia. 

Davide Maniaci © Riproduzione riservata