Lunedì 28 Settembre 2020

Confienza, fu tentato omicidio: nel blitz dei carabinieri quattro in manette

CONFIENZA – Quattro arresti e una denuncia per tentato omicidio. Cinquanta carabinieri e un elicottero nella prima mattinata di mercoledì scorso sono andati a prendere gli autori della “spedizione punitiva” di Confienza. Sono tutti residenti in paese, e il 20 settembre scorso avevano massacrato un 49enne agli arresti domiciliari, arrivando a casa sua con due auto in pieno giorno e malmenandolo con mazze da baseball. Solo l’intervento della madre di uno dei 4 ha impedito il colpo di grazia, con una pistola. 

Le persone arrestate, che si trovano adesso in carcere a Pavia, hanno 40, 39, 40 e 32 anni. I reati contestati sono gravissimi, oltre al tentato omicidio pluriaggravato c’è  anche il porto abusivo di armi. Uno di loro deve rispondere anche di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, un altro della detenzione abusiva di munizioni.

 Hanno origini piemontesi e calabresi. La quinta persona è stata soltanto denunciata, ha 58 anni ed è la madre di uno dei malviventi. Secondo la ricostruzione dei militari è stata proprio lei a impedire che il gruppo sparasse, prendendo la pistola dalle mani di uno di loro. La donna è stata denunciata in stato di libertà. 

La “spedizione punitiva” era stata organizzata con l’intento di zittire la vittima, ritenuta “infame” per il sospetto che avesse collaborato con le forze dell’ordine rilasciando dichiarazioni sul gruppo, a cui in passato era stato legato per motivi di droga. 

Il pestaggio, violentissimo e plateale, avvenuto in pieno giorno, aveva destato enorme impressione a Confienza. L’aggredito era stato portato all’ospedale di Cremona in elisoccorso, con fratture a costole e dita, ferite al volto e distorsione rachide-cervicale. Si trova attualmente sotto protezione. 

“Gli arrestati, nonostante le origini diverse – aggiungono i carabinieri della compagnia di Vigevano, comandati dal maggiore Emanuele Barbieri – erano stati in grado di generare in paese un clima omertoso di insicurezza e paura, che ha creato l’humus perfetto per le loro attività illegali. Questa operazione può affermare il costante presidio dell’Arma, dando nuova fiducia ai cittadini”. 

Durante le perquisizioni sono state trovate una pistola Tanfoglio calibro 9x21 con caricatore e 13 proiettili (forse quella che uno dei 4 avrebbe usato per “finire” il 49enne), rubata nella casa di un milanese nello scorso maggio, 50 grammi di cocaina, 15 grammi di marijuana e l’immancabile bilancino di precisione. Inoltre in una delle abitazioni c’era un’immagine su tessuto della Madonna della Montagna di Polsi, a cui la ‘ndrangheta è devotissima. 

I quattro sono stati portati nel carcere di Torre del Gallo a Pavia, dopo l’ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari del tribunale pavese, Carlo Pasta. Il padre e la sorella di uno di loro, di 61 e 35 anni, sono stati condannati agli arresti domiciliari per i reati di ricettazione e porto abusivo di armi.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata