Sabato 24 Ottobre 2020

Commercio e manifesti

L'immagine dei cinque personaggi che si sforzano di ridere sfoggiando la consueta sfilata di manifesti farciti di oche è forse la più preoccupante testimonianza di un commercio alle prese con una crisi che a Mortara tocca livelli altissimi. Marco Facchinotti, sindaco e commerciante, Fabrizio Giannelli, politico e commerciante, Edoardo Rossi, macellaio e presidente Ascom, Andrea Maffei, commerciante e presidente del Comitato sagra e Franco Tolasi presidente del Consorzio produttori salame d’oca, si sono sforzati, la scorsa settimana, di essere attori di una rappresentazione a cui è impossibile credere del tutto.
Perché non sarà certamente l’oca a salvare il destino del commercio e non saranno certamente nuovi manifesti, o concorsi per farne altri ancora (la novità del 2018!), oppure notti bianche, ad arginare l’agonia di troppi negozianti cittadini e l’immagine di una città buia, non più ospitale. Perché, come recita uno dei volantini che trasuda retorica, è ovvio che “I negozi sono la vita della città, compra nei negozi e dai vita alla tua città”, ma il problema è che andarlo a raccontare solo sui manifesti non serve proprio a nulla. Come se per guarire un malato bastasse raccontargli di non ammalarsi. Perché da almeno 15 anni i commercianti mortaresi annaspano in conti sempre più diff icili e si trovano di fronte a una girandola di volantini, manifesti, librettini e librettoni che lasciano tutto com’è. Quasi una presa in giro per una categoria che ha urgente necessità di misure strutturali, di sostegni operativi, non certo di eventi che, al massimo, possono diventare una bicchierata. Per non parlare, poi, di una sagra del salame d’oca che per troppi anni ha seguito la stessa logica di manifesti, volantini, librettini e librettoni. I negozianti si ritrovano di fronte a un quotidiano avaro di soddisfazioni e a problemi che le associazioni che rappresentano il commercio non possono far finta di non vedere. E fa impressione che un bravo ragazzo come Andrea Maffei, presidente del Comitato sagra, si ritrovi circondato da un consiglio con decine di persone che certamente possono fare “massa critica” (cioè difendere le mille prerogative del comitato stesso) ma anche possono servire a “blindare” proprio il presidente, che rischia di essere soprattutto impegnato nel ruolo di notaio di decisioni altrui. E’ quel consiglio sconfinato la soluzione dei mali del commercio? Davvero difficile a credere e basta passare per le strade della città per avere la bruciante testimonianza della realtà del commercio, grazie a troppi anni impegnati a sognare oche e salami come ancora di salvezza, a immaginare ruoli e incarichi, riunioni e verbali che sono passati via, mentre il commercio affondava. Vetrine chiuse, serramenti arrugginiti, cantieri lasciati a metà, mancanza di posteggi, marciapiedi e bar deserti, sono una fotografi a che lascia sgomenti e che imporrebbe ai rappresentanti del commercio di agire. Invece si fanno altri manifesti...
Il commercio di Mortara è in agonia, è alla deriva, perché qui siamo sommersi dai rifiuti, perché qui vengono a mancare servizi essenziali, come un ospedale, come trasporti che funzionano, servizi che, invece, c’erano mezzo secolo fa. Il commercio di Mortara è in agonia, è alla deriva, perché si è chiuso dentro, rinunciando alle idee che davvero servirebbero a rianimare i negozi della città. Come dice Fabrizio Giannelli “Da 50 anni tutto viene organizzato da Ascom”.
Marco Facchinotti e i commercianti in crisi sono avvertiti.
 
 
 

Giovanni Rossi © Riproduzione riservata