Venerdì 06 Dicembre 2019

Codice della strada: ecco la rivoluzione del governo Conte

La riforma del codice della strada sarà anche quella che dirà addio alla formula del cittadino – bancomat? Di certo l’addio alle multe a strascico è una delle novità più importanti della riforma che proprio lunedì scorso è approdata alla Camera dei deputati su proposta del governo Conte. Una nuova legge che la Lega sente propria e sta “pubblicizzando” sul territorio anche attraverso i suoi parlamentari di riferimento. Che ovviamente esultano.

Le multe, sostengono i promotori del provvedimento, non saranno più un sistema per fare cassa, un modo per aggiustare i bilanci. In alcuni casi le sanzioni rappresentano la voce principale degli equilibri di bilancio degli enti pubblici. Così il confine tra prevenzione e vessazione è stato spesso superato. E al cittadino non restava altro da fare che scucire il grano. Ora si cambia. E’ previsto infatti l’obbligo del preavviso, almeno per i divieti di sosta in cui si lascia sul parabrezza della macchina l’avviso che permette il pagamento immediato. Viene quindi ripristinato l’obbligo di notifica per poter pagare immediatamente la sanzione senza ulteriori spese. Ma le modifiche al codice della strada, che dovrebbero essere legge entro la fine dell’anno, non finiscono qui. Diminuiscono i costi per chi contesta una sanzione. La sanzione in caso di ricorso respinto viene ridotta al 50 per cento dell’importo della multa, mentre oggi si paga l’importo pieno. Infine, sempre in tema di multe, la riforma impone una maggiore trasparenza sull’uso dei proventi delle sanzioni.

Novità anche per i parcheggi, dove nascono le “quote rosa della sosta”. Infatti i Comuni potranno predisporre parcheggi rosa per le donne in gravidanza o con figli fino a due anni. Una particolare attenzione è rivolta anche ai disabili, per i quali le strisce blu non saranno più a pagamento. Inoltre si faranno più salate le multe  per chi occupa gli stalli riservati ai disabili. Anche il “capitolo biciclette” è stato toccato con l’introduzione dell’obbligo del casco per i giovani ciclisti fino a 14 anni. Infine è stato aggiunto l’obbligo dell’uso delle cinture di sicurezza sugli autobus.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata