Domenica 08 Dicembre 2019

Cilavegna, si alza la polemica sul consorzio strade vicinali. Ugazio: carrozzone per gli amici

Il Consorzio delle strade vicinali di Cilavegna è in fase di avvio, ma già le modalità non piacciono a tutti e la minoranza parla di “un carrozzone” e di troppi soldi spesi male. 
L’ente è stato creato dall’amministrazione (se ne parlava già prima dell’estate) per gestire la manutenzione delle strade di campagna non provinciali, ma usate quasi solo dagli agricoltori per il loro lavoro. La prima assemblea ha reso noti i nomi dei suoi componenti. Il presidente è Francesco Rigamonti, consigliere comunale nel primo mandato dell’amministrazione Colli fino al 2014 e candidato non eletto alle ultime elezioni, la sua vice è l’architetto Silvia Massara che si è occupata delle planimetrie delle strade vicinali.
Entrambe le figure sono ascrivibili alla maggioranza. La minoranza è rappresentata dall’allevatore Alberto Tappa, anche lui candidato consigliere nelle ultime comunali (come Rigamonti) ma non eletto, mentre per gli agricoltori ci sono Marco Zuccolo e Giovanni Spaltini. Proprio l’opposizione critica le modalità di elezione dei membri e le spese. 
“Al momento della prima riunione – attacca il capogruppo Alan Ugazio – gli incarichi importanti erano già stati scelti dal sindaco, si è arrivati che già tutto era stato deciso. Per esistere il Consorzio ha soldi fissi: presidente e vice prenderanno 3mila euro lordi l’anno di rimborso, più o meno quanto un assessore. Gli altri tre membri andranno a gettoni di presenza, più o meno come un consigliere comunale. Mi sembra un tentativo di “sistemare” gente gradita, un carrozzone. Com’è possibile che un’ente del genere per funzionare abbia questi costi fissi? Bisogna ancora iniziare e già ci sono in programma più di 6mila euro da spendere”. 
Alberto Tappa aveva proposto di “tagliarsi” i rimborsi e di usare tutto il denaro disponibile (versato in parte dal Comune e in parte dagli agricoltori), ma la proposta sarebbe stata rifiutata. 
Secondo Ugazio, coi 6mila euro si potevano sistemare tutte le strade vicinali senza neanche il bisogno di creare un Consorzio. Fino a qualche decennio fa erano i Comuni a gestire direttamente le strade vicinali, mettendo a disposizione mezzi di trasporto e personale. 
Ma gli addetti sono sempre meno, adesso ce n’è uno solo e gli agricoltori si sono trovati in difficoltà. Da qui la necessità di occuparsene in prima persona.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata