Mercoledì 23 Gennaio 2019

Cilavegna, ancora scritte goliardiche (e ironiche) dei diciottenni scatenati

Farina contro i passanti, striscioni irriverenti, goliardia. 
Come ogni anno i neodiciottenni del paese dell’asparago hanno invaso il paese “infarinando” i più giovani e qualche passante e attaccando i loro slogan salaci sulle porte di casa dei cilavegnesi “illustri”, o sulle saracinesche dei principali negozi. 
Quest’anno è toccato ai nati nel 2000, in una corsa contro il tempo con la “contro-leva” (quelli del ’99) e contro chi non gradiva un determinato striscione staccandoli in tempo reale. Una festa durata fino a domenica, con la santa messa dopo i bagordi del sabato sera. 
Tra autoironia (la scritta “chi li ha visti?” era attaccata alla cancellata dell’oratorio, forse perché oltre al grest non lo frequenta più nessuno), provocazione come il “ganja style” nel giardinetti di via Cavour, elogi (“Un allenatore come te ti sfido a cercarlo ma non c’è” dedicato ad Andrea Bernardoni, il coach di pallavolo), sono stati come sempre quelli più irriverenti a far discutere. Come il “Takeshi’s castle” davanti al bar Blue Moon in piazza, gestito dai cinesi, o il “Se vuoi essere banale vai alla Comunale” davanti all’altra farmacia del paese, quella del dottor Belcredi. Ma è solo goliardia.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata