Lunedì 27 Gennaio 2020

Cassolnovo, arrestato in flagranza per appropriazione indebita un operaio di Trecate

TRECATE - Ha tradito la fiducia dei propri datori di lavoro di una Spa di Cassolnovo, sottraendo regolarmente, da almeno un anno, svariati litri di gasolio, di cui aveva disponibilità e responsabilità, rivendendo il carburante a terzi, per un danno all’azienda stimato in circa diecimila euro.


I carabinieri della Stazione di Gravellona, dopo alcuni accertamenti e servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno arrestato ieri mattina in flagranza del reato di appropriazione indebita aggravata continuata A.R., classe 1960, nato a Mendolara (CS) e residente a Trecate, celibe, operaio, pregiudicato, mentre consegnava due taniche piene, della capienza di 20 litri l’una, ricevendone in cambio due uguali vuote, tutte appartenenti alla società di impiego, da F.E., classe 1971, nato in Albania e residente a Trecate, coniugato, operaio, pregiudicato, che veniva anch’esso tratto in arresto per il reato di ricettazione.


Tutto è nato dalla denuncia del proprietario della Società per azioni, dopo che lo stesso aveva svolto alcune indagini interne per spropositati ammanchi di gasolio, confermate poi tramite alcuni riscontri dei militari sui libri contabili. Ieri mattina, come da ormai alcuni giorni, i carabinieri si sono messi alle calcagna dei mezzi usciti dalla ditta di Cassolnovo, che avevano a bordo, oltre al sospettato, responsabile di una squadra di operai, anche varie taniche di gasolio destinate a riempire alcuni Bobcat della società presenti nei siti di lavoro sparsi nel Piemonte.


Durante una sosta degli stessi in un piazzale antistante un bar di San Martino di Trecate, i militari hanno assistito all’arrivo di F.E. con la propria autovettura e allo scambio tra i due arrestati delle taniche, appositamente segnate, nel mentre che i restanti dipendenti si erano recati a fare colazione lasciando A.R. a sorveglianza dei mezzi.

Al termine delle formalità procedurali, gli arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari nelle rispettive abitazioni, in attesa del rito per direttissima presso il Tribunale di Novara.

Il Nuovo Lomellino © Riproduzione riservata