Giovedì 20 Giugno 2019

Caso Mantica ultimo atto: i 250mila euro trovati a casa di Bocca restituiti ai cinque enti del testamento

Fine. Dopo 9 lunghi anni si chiude definitivamente il “caso Mantica”. Una vicenda intricata, che aveva scosso Mortara, e che vedeva protagonisti personaggi molto conosciuti in città. Oggi, con la restituzione del “corpo del reato” si chiude definitivamente un “caso” che aveva segnato le cronache mortaresi.

E il “corpo del reato” altro non è che la somma di 249mila 500euro, vale a dire i quattrini che Antonella Gardella aveva prelevato presso la filiale mortarese della Banca Popolare di Novara e che aveva poi consegnato a Gianni Bocca. E lo stesso Bocca conservò l’ingente somma di denaro nella sua abitazione, proprio dove venne rinvenuta dai Carabinieri. 

Nel mese scorso gli enti citati nel testamento, il primo, di Giovanna Rina Mantica (nella foto) hanno così ritirato quanto gli spettava a norma di legge: alla parrocchia di San Lorenzo sono andati 83.166 euro, alla Lilt 27.723 euro, al comitato mortarese della Croce Rossa 55.444 euro, alla casa di riposo Dellacà 55.444 euro e alla Associazione 3A la somma di 27.723 euro. 

Dal punto di vista penale la vicenda si era conclusa nel 2017, quando la Cassazione confermò le condanne di tre anni di reclusione all’agente immobiliare Antonella Gardella e di un anno a Gianni Bocca, amministratore condominiale e diacono. Condanne emesse nel giugno 2016 dalla Corte di Appello di Milano. Restava però aperto il caso dei 249.500 euro rinvenuti a casa del diacono Gianni Bocca e che facevano parte dell’eredità. 

Da quest’ultima spartizione non hanno beneficiato i parenti di Giovanna Rina Mantica, stroncata nel 2010 da un cancro al cervello a 89 anni, in quanto  erano già stati completamente liquidati nella fase di accordo, in sede civile, con Antonella Gardella.

Vittorio Testa © Riproduzione riservata