Sabato 14 Dicembre 2019

Caso Bertè: parla l’avvocato Zanuttigh, società fantasma collegate tra loro e appalti diretti. Tutto rischia di finire davanti al giudice

Vi spiego perché la Eredi Bertè e la Eco Delphi sono legate a doppio filo: parola di Loriana Zanuttigh, Professore Associato di Diritto processuale civile, all’Università degli Studi di Brescia e celebre avvocato a Pavia. A pochi giorni dal secondo anniversario del rogo presso il deposito Bertè altre nubi si addensano su una vicenda senza fine e dai molti aspetti da chiarire. E il mistero si infittisce con una nuova, inquietante prospettiva: il legame che intercorre tra la società Eredi Bertè e la ditta che attualmente si occupa della gestione della piazzola ecologica dietro il cimitero monumentale, raccogliendo l’eredità della Eredi Bertè.

Un intreccio portato alla luce dall’associazione Futuro Sostenibile in Lomellina, presieduta da Alda La Rosa, che ha rivelato una trama fatta di scambi di quote di società e di partecipazioni e di appalti concessi senza alcuna gara che passano tra personaggi ricorrenti. Così prende corpo il timore che dietro la gestione dei rifiuti ci sia sempre lo stesso protagonista, nonostante gli incendi accertati come dolosi. 

Un sistema che cambia il nome ma non la sostanza. Ma non è tutto. Al centro della polemica finisce anche l’amministrazione cittadina che, da mesi e senza una gara d’appalto, affida alla Eco Delphi la gestione dello scarrabile per il ritiro degli ingombranti. 

La Eco Delphi è comparsa sulla scena immediatamente dopo incendi. In 21 mesi, al ritmo di quasi una proroga al mese, dal municipio di piazza Martiri della Liberà è stato pagato quasi mezzo milione di euro per lo svolgimento degli incarichi di igiene urbana affidati a questa società. Ma i dubbi maggiori restano quelli sugli esiti della bonifica dell’area di via Fermi, oltre che gli interrogativi sulle modalità di esecuzione dei lavori. E ancora una volta spunta il nome della Eco Delphi. Tanto che l’Associzione Futuro sostenibile in Lomellina ha affidato ai sui legali il compito chi far luce sulla vicenda. Ed è lo stesso legale, Loriana Zanuttigh a dipanare parte della fitta trama. L’amministratore unico della Eco Delphi dal 9 marzo 2015 è Andrea Carlo Biani, prima ignoto nel settore ma che dal febbraio dello stesso anno è stato anche amministratore unico e socio unico della Eredi Bertè Ecology Srl. Questa società, con sede a Mortara, non ha mai depositato bilanci. Adesso risulta inattiva, ma prima apparteneva proprio a Vincenzo Bertè. Inoltre dal 24 febbraio 2015 al 28 novembre 2017, quindi anche nei giorni del primo rogo, era stato stipulato un contratto d’affitto di ramo d’azienda tra la Eredi Bertè Ecology Srl e la Eredi Bertè Antonino. I tanti punti di contatto lasciano perplessi gli ambientalisti di Futuro sostenibile.  In disparte, per ora, la situazione reale dei pretesi lavori di risanamento. 

“Non vi è alcuna possibilità realistica e credibile – spiega infatti l’avvocato Loriana Zanuttigh – che il curatore, che dispone soltanto di un attivo fallimentare inesistente, possa, suo malgrado, una qualsivoglia garanzia rispetto alla bonifica. Ma ancor meno è possibile che questa eventualità possa scaturire dall’intervento dell’Assicurazione per i costi, come invece potrebbe ritenere il sindaco”. 

La compagnia assicurativa ha infatti respinto tutte  le richieste di risarcimento con la motivazione inconfutabile che la situazione del sito di stoccaggio fosse completamente fuori dalle prescrizioni di legge.  

“E’ quindi fuori discussione – continua l’avvocato – che la bonifica possa contare su risorse prevenienti dai rapporti assicurativi, ma è soprattutto sconcertante che il sindaco lo ignori. E’ escluso che la bonifica possa avvalersi di risorse riferibili a qualsiasi titolo alla ditta fallita che, peraltro, già nel 2017 non aveva neppure presentato il bilancio. Un ancora più pesante motivo di inquietudine è provocato dall’incarico di raccolta e smaltimento di rifiuti attribuito dal Comune di Mortara, dopo il rogo degli impianti Eredi Bertè, alla società Eco Delphi che non offre garanzie di competenza tecnica, ma neppure di solidità economico finanziaria, tali da giustificare un affidamento del servizio senza gara pubblica. Di contro una semplice verifica della composizione del capitale sociale e dei collegamenti oggettivi e soggettivi di Eco Delphi con il sistema Bertè avrebbe dovuto suggerire massima cautela”. 

E ora per Marco Facchinotti si apre lo spettro di dover rispondere a domande ben più imbarazzanti e non certo a qualche cronista di provincia.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata