Giovedì 22 Agosto 2019

Carrellata sulle elezioni di domenica. Dove e cosa si voterà per le comunali

Si vota in 29 Comuni in Lomellina, oltre a Borgolavezzaro (in Piemonte, di fatto gravitante su Mortara e Cilavegna), ma le sfide reali sono molte meno. In alcuni centri il verdetto è già scritto, tra liste civette a volte improbabili e sindaci che inseguono la poltrona in solitaria. 

Saranno le urne, aperte il 26 maggio anche per le elezioni europee, a rivelare se l’affluenza sarà in linea con quella di cinque anni fa o se il disinteresse della gente è ormai generale. Se forse non a tutti importa chi sarà il loro nuovo sindaco, in alcuni centri lo scontro tra candidati è apertissimo. 

Nell’atmosfera avvelenata non sono mancati colpi bassi sia tramite social network, sia con attacchi diretti sui giornali da una parte o dall’altra.

A Tromello le liste sono addirittura quattro. Oltre al vicesindaco Antonio Pavia, scelto dal primo cittadino uscente – e incandidabile dopo 10 anni consecutivi di mandato – Maurizio Poma, ci prova Gianmarco Negri. Avvocato penalista come Pavia e noto per la sua storia finita anche sui quotidiani nazionali, Negri è stato il primo in ordine cronologico a scoprire le sue carte, ancora prima di Pavia. La lista è “CambiaMenti per Tromello” e non è un caso, dato che il 40enne prima si chiamava Maria ed ora è un paladino dei diritti della comunità transgender. “Ma giudicatemi per il mio programma e il mio entusiasmo”, aveva chiarito lui. Contro di loro ecco Antonio Castoldi, ex tecnico comunale e attore dialettale nella compagnia Ami (la lista si chiama “Civica Tromello”), e Renato Cappa, l’unico a proporsi con un simbolo politico, quello della Lega. 

Candia e Sartirana, centri vivaci sia dal punto di vista politico sia per le contrapposizioni tra gli aspiranti al ruolo di sindaco, hanno addirittura tre competitori. Nella prima ci prova per la seconda volta Stefano Tonetti confermando in blocco la giunta ma cambiando il nome della civica, “Insieme per Candia”. Lo sfida Stefano Conti, con molteplici esperienze in varie maggioranze negli anni ’90, con “Viviamo Candia” e l’ex primo cittadino Carmen Bortolas. La sua candidatura all’ultimo minuto con “Nuovi orizzonti” ha sparigliato le carte. Sartirana vede lo scontro tra Ernesto Prevedoni Gorone e Pietro Ghiselli, compagni di giunta per dieci anni ed ora divisi non senza polemiche. Anche le liste hanno il nome simile, “Sartirana futura” e “Tradizione e futuro per Sartirana”, e non è un segreto che lo strappo tra i due non sia stato indolore. Prevedoni ha perso tutta la sua maggioranza tranne un’unità. Nella bagarre anche Giancarla Panizza, con la civica “Progetto in comune” vicina al centro-sinistra.

Tre liste anche a Dorno, ma più connotate politicamente con il sindaco uscente Mariarosa Chiesa vicina al Pd, con “Voi con noi per Dorno”, Francesco Perotti e la sua “Dorno viva” (perse nel 2014, gode dell’appoggio di Forza Italia e Lega) e Michele Raia, che corre per Fratelli d’Italia. 

A Borgolavezzaro nel tris di contendenti esce di scena il primo cittadino: Annalisa Achilli lascia la politica locale e non si candiderà con nessuno. La continuità viene cercata dal suo vice, Renato Padoan (“Insieme per Borgo”). Lo sfidano Barbara Locatelli con “Progetto comune”, vicina al Pd e Claudio Spunton, ascrivibile alla destra, nella lista “Borgo in Azione”. In tutti gli altri paesi sarà sfida a due, fuorchè a Villa Biscossi, 79 abitanti, tre candidati sindaci e mezzo paese in lista.

Saranno da seguire con attenzione Robbio, dove lo scontro tra Roberto Francese e il suo oppositore storico (e di fatto l’unico) Gianni Cerutti è senza esclusione di colpi, e Cilavegna. Qui Giuseppe Colli deve “saltare un giro” e passa alla sua ex vice Giovanna Falzone, anche se in caso di vittoria ha già annunciato di fare lui il vicesindaco. Gianpiero Campana, presidente del consorzio che tutela l’asparago rosa, è stato l’uomo in grado di formare una squadra di persone vicine al centro-sinistra e a lanciare una sfida concreta. La minoranza attuale svanisce dopo soli 5 anni. Nessuno di loro sarà in lista con Campana e il nome, “Cilavegna 2020”, non è stato profetico. Mancava ancora un anno. 

A Olevano Luca Mondin nella sua ricerca del tris sfida la “new entry” Alessandro Bravo, appoggiato anche dall’ex capogruppo di minoranza Francesco Bergamasco, mentre a Lomello Silvia Ruggia deve vedersela con un avversario di tutto rispetto, l’avvocato Maria Erminia Raineri, già esponente di maggioranze precedenti.

Sarà un “uno contro uno” reale anche a San Giorgio (l’assessore uscente Giovanni Bellomo contro Angelo Chiabrera), a Ferrera dove Francesco Campanini sfida Giovanni Fassina e dove Roberto Scalabrin rinuncia dopo un solo mandato, a Galliavola tra Rosa Valarioti e Caterina Faedda – anche qui “molla” un sindaco che avrebbe potuto riprovarci, Loredana Longo –, a Palestro tra il primo cittadino Paola Franzo e Giuseppe Cirronis e a Semiana. Qui il nuovo sindaco sarà uno tra Chiara Carnevale, in carica dal 2009, e l’agricoltore Angelo Pollini.  In quattro invece ci riprovano senza avversari, Andrea Bazzano ad Albonese, Gabriele Bonassi a Castelnovetto, Alberto Bonandin a Scaldasole più Riccardo Taccone Berzero a Rosasco, “new entry” che salvo sorprese raccoglierà l’eredità pesantissima di Roberto Scheda. Il loro avversario è il quorum. Senza il 50 per cento più uno dei votanti, il loro Comune sarebbe commissariato e si rivoterà nel 2020.

In tutti gli altri paesi, infine, alla lista “reale” è stata affiancata una “civetta” di candidati senza alcuna speranza proprio per evitare questo pericolo. 


Davide Maniaci © Riproduzione riservata