Giovedì 05 Dicembre 2019

Candia dedica una piazza a Eugenio Bergamasco: ministro del “No” al fascismo

Eugenio Bergamasco, candiese, si recò a Roma in treno (proprio da quella linea Casale – Mortara che forse sarà riaperta nella prossima estate), nonostante gli 80 anni suonati, per votare “no” in senato alle leggi razziali. 
Era il 20 dicembre 1938. L’istituzione senatoria ormai aveva poco senso e infatti fu abolita neanche due anni dopo, ma lui voleva esserci ed esprimere il suo disgusto. Adesso, dopo altri 80 anni da quell’ignominia e 78 dalla morte, la sua Candia ha una piazza intitolata a suo nome. La cerimonia di inaugurazione, sabato mattina, è stata toccante, ma lo spiazzo ricavato dagli ex ruderi dell’ex consorzio agrario, creato proprio da Bergamasco in qualità di primo cittadino del paese, avrà una funzione pratica. 
“Sarà usato – spiega il sindaco Stefano Tonetti – come parcheggio quando tutti gli altri posti auto saranno occupati, ma soprattutto come luogo per le bancarelle del mercato di mercoledì. Prima chiudevamo una strada, via Roma, adesso non sarà più necessario. L’asfalto rosso è una scelta voluta, per distinguerci e dare un tono di colore all’ambiente anche nel grigio invernale. Bergamasco fu anche un mio predecessore, che ci rende tutti orgogliosi”. 
Fu proprio lui, come ha anche raccontato un suo nipote, Francesco, ora capogruppo di minoranza ad Olevano, a costituire il Consorzio agrario 120 anni fa, che ora si chiama “Terrepadane”. “Dopo essere stato ministro della marina nel governo di Ivanoe Bonomi, socialista riformista, tra il 1921 e il 1922 – ha spiegato il professor Gian Savino Pene Vidari, docente di storia del diritto medievale e moderno all’università di Torino, intervenuto sabato – Bergamasco non accettò mai il fascismo. Era uno dei 12 ad essere considerati “irriducibili” dal regime, ma intanto in senato quel giorno andarono solo lui e Luigi Einaudi, che divenne presidente della Repubblica, per dire il loro “no”. Questo fu il suo ultimo atto da senatore. Il senato fu poi abolito nel 1940, un mese prima della sua morte. Era nato a Vercelli nel 1858 per scelta della famiglia, ma era candiese. Il suo fu un atto di coscienza civile e quel viaggio in treno lunghissimo per arrivare a Roma, nonostante l’età e la malattia, un gesto di responsabilità e coraggio”. 
Adesso, con questa piazza risorta dalle macerie (il consorzio agrario era abbandonato da trent’anni) tutta Candia potrà avere sotto gli occhi ad ogni passaggio il cartello col nome di Eugenio Bergamasco. 
Nel progetto, che l’amministrazione persegue fin dal suo insediamento nel 2014, è stato determinante il contributo del giovane consigliere comunale Davide Brunelli, 24 anni, con delega all’urbanistica. Anche l’associazione Candiamo ha contribuito donando i cestini dell’immondizia, le panchine e le raggiere per le biciclette.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata