Venerdì 22 Novembre 2019

Bordate della Corte dei Conti sul Clir: irregolare il cda dagli stipendi raddoppiati

  • Mede
  • 31 Luglio 2019

“La Sezione accerta la non regolare articolazione degli organi di amministrazione delle società CLIR”. La sezione in questione è quella regionale di controllo della Corte dei Conti e l’irregolarità del Clir viene “spiattellata” in una deliberazione, datata 17 luglio, e inviata al Comune di Mede.

Proprio all’ente locale viene contestato l’affidamento “in house” del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti affidato dal Comune all’azienda partecipata. E se molti sul cosiddetto affidamento di servizi “in house” da parte dei Comuni al Clir avevano sollevato perplessità, anche alla luce della sentenza del Tar che confermava “la fuga” di Cilavegna e Robbio, la vera novità riguarda l’irregolarità degli emolumenti del cda. Il consiglio di amministrazione è operativo dal luglio dello scorso anno ed è formato dalla presidente Federica Bolognese, dal vice presidente Fabio Lambri e dal consigliere Antonello Galliani. 

“… dal verbale della deliberazione n. 8 del 6.7.2018 dell’Assemblea dei Soci CLIR, risulta la nomina di un nuovo organo amministrativo collegiale composto da tre membri. - si legge ne documento della Corte dei Conti – Tale deliberazione non risulta pervenuta alla Sezione: la stessa, inoltre, conferma la presenza di un Cda composto da tre amministratori con generico riferimento alla “complessità delle attività svolte dalla società”.” Nella delibera “contestata” non si chiarisce quali siano le “complessità delle attività svolte dalla società”, risultando così “priva di motivazioni circa le specifiche ragioni di adeguatezza organizzativa e la considerazione delle esigenze di contenimento dei costi che possono giustificare, per le società controllate, nel quadro del Testo unico delle società partecipate, un consiglio di amministrazione composto da tre o cinque membri”. 

Sempre nel verbale del 6 luglio 2018 emerge il raddoppio degli emolumenti e attribuzione al vicepresidente di un compenso maggiorato, superiore del 20% rispetto a quello previsto per il consigliere. 

Nel documento dei magistrati contabili si legge che dal verbale “della riunione del CDA della Società del 2 agosto 2018, si evince che - su proposta dal Collegio sindacale, in recepimento di apposita istanza di altro ente socio, il Comune di Mortara, prot. n. 708 del 26/7/2018 - è stato approvato il ripristino del precedente compenso degli amministratori, con accantonamento in apposito fondo di bilancio dell’aumento deliberato in Assemblea soci il 6/7/2018 nelle more dell’entrata a regime della nuova normativa”. In soldoni: il Collegio sindacale (presieduto da Giuseppe Gallo e composto da Alberto Parea e Roberto Rolandi) ha proposto di ripristinare i vecchi stipendi, accantonando in un fondo la differenza tra lo stipendio aumentato “irregolare” e quello “ripristinato” regolare. Tutto questo “nelle more dell’entrata a regime della nuova normativa”. 

Vale a dire: nella speranza che il legislatore cambi la legge. Legge che difficilmente potrebbe essere retroattiva e quindi quei soldi accantonati in un fondo sarebbero altrettanto difficilmente destinabili agli amministratori. 

In conclusione, la Corte dei Conti invita il Comune di Mede “ad un’attenta e tempestiva verifica della sussistenza delle condizioni di legge per il mantenimento di situazioni di affidamento diretto nei confronti del proprio organismo partecipato CLIR S.p.A.”.   


Vittorio Testa © Riproduzione riservata