Martedì 04 Agosto 2020

Blitz dei carabinieri a Confienza, dopo l'operazione di mercoledì salgono a sette gli arresti e a due le denunce a piede libero

Rinvenuti 50 grammi di coca, 14 di marijuana una pistola e decine di colpi

Ulteriori e importanti sviluppi in seguito alla maxi operazione dei carabinieri della Compagnia di Vigevano di ieri, mercoledì, che ha portato all’arresto di 4 individui residenti a Confienza, P.M. classe 1979, M.G. classe 1987, P.M.M. classe 1980, R.G. classe 1979, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Pavia, Carlo Pasta, per i reati di tentato omicidio pluriaggravato in concorso, porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere e porto abusivo di armi, commessi a Confienza il 20 settembre scorso.


Le perquisizioni effettuate negli immobili nelle disponibilità degli arrestati hanno infatti permesso il rinvenimento di una pistola marca “Tanfoglio” calibro 9x21, comprensiva di caricatore, con 13 proiettili, arma provento di furto in abitazione a Marcallo con Casone dello scorso 12 maggio, 5 proiettili inesplosi, 41 proiettili calibro 380 ultra, inesplosi, quasi 50 grammi di sostanza stupefacente tipo cocaina, 14 grammi di stupefacente tipo marijuana, due bilancini di precisione, vario materiale per il confezionamento e il taglio degli stupefacenti, 600 euro in piccoli tagli, quale provento di attività di spaccio e addirittura una tela raffigurante la “Madonna della Montagna di Polsi”, notoriamente adorata da affiliati della ‘ndrangheta.


Per questi motivi, il 39enne P.M.M. è stato dichiarato in stato di arresto anche per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, mentre il 40enne P.M. è stato denunciato in stato di libertà per il reato di detenzione abusiva di munizioni.

Sono stati inoltre dichiarati in stato di arresto, per i reati di ricettazione e porto abusivo di armi, il padre sessantunenne e la sorella trentacinquenne di P.M..

Gli arrestati in esecuzione dell’ordinanza sono stati associati presso la Casa Circondariale di Pavia, mentre i due famigliari sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo in corso di svolgimento.

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