Venerdì 23 Ottobre 2020

Bertè finisce alla sbarra dopo il maxi rogo, Futuro sostenibile e Comune parte civile

E’ strato rinviato a giudizio il legale rappresentante della “Eredi Bertè”, l’azienda di via Fermi in cui andarono a fuoco circa 15mila tonnellate di rifiuti nel corso del rogo del 6 settembre 2017. Un episodio sul quale la magistratura sta cercando di far luce. Restano da accertare le cause e le responsabilità di un incendio che ha ridotto in plastica, gomme, scarti edili, legno, inerti. 

Una montagna di rudo che nel tempo ha raggiunto proporzioni enormi, ben superiori a quanto autorizzato. 

Almeno il doppio del consentito. Inoltre l’area di raccolta era sprovvista di un impianto anti incendio a norma, i materiali erano accatastati senza un’adeguata separazione per tipologia. Quasi tutto era ammassato a cielo aperto. “Il 26 novembre è stato rinviato a giudizio il signor Vincenzo Bertè  - afferma Alda La Rosa, presidente dell’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina - per tutti i capi di imputazione già individuati. Durante l’udienza è stata accettata a pieno titolo la costituzione di parte civile dell’Associazione Futuro sostenibile in Lomellina dimostrando così che quanto prodotto dai nostri legali aveva un incontestabile valore giuridico. Ribadiamo che Futuro sostenibile in Lomellina persegue con costanza l’obiettivo primario di ripristino dell’area Bertè ancora oggi lasciata in condizioni insalubri a distanza di due anni e mezzo dall’incendio del 6 settembre 2017. A nome di tutti i soci di Futuro sostenibile in Lomellina ci sentiamo di rivolgere un ringraziamento particolare allo studio legale Zanuttigh che ci affianca con grande professionalità nel percorso che coraggiosamente abbiamo intrapreso”. 

Anche il Comune di Mortara è stato ammesso come parte civile.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata