Martedì 19 Novembre 2019

Basket-mercato, Stefano Degrada torna a Mortara. E Robbio e Tromello non stanno a guardare

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  • 14 Agosto 2019

Nel basket capita, anche spesso, che un giocatore giovane, con un’ottima dose di talento ancora parzialmente inespresso, faccia il salto di qualità, dalla società che l’aveva visto sbocciare, a un’altra più titolata. E che lo stesso giocatore, dopo anni spesi sui parquet del Nord Italia a sganciare bombe e dispensare assist tra serie B e C Gold, decida di riannodare il filo che l’aveva legato alla vecchia società che aveva contribuito in maniera sostanziale alla sua crescita.

L’ultimo anno in cui Stefano Degrada (nella foto), classe 1983, guardia era in cabina di regia, nell’allora C1, e giocava con Pagliai, Martinetti, Lucarelli e un giovanissimo Grugnetti, era il 2008. Nel ruolo di coach, sempre lui, quell’Alfonso Zanellati che proprio un uomo di basket come il padre di Degrada, Fausto, aveva soprannominato ‘il mago Alfonsin’ per la sua straordinaria capacità di allestire roster competitivi pur disponendo di ridotte risorse economiche. Dopo il Battaglia, Degrada aveva giocato per tre anni a Tortona, poi in B a Pavia, con una parentesi piacentina (in C Gold), poi di nuovo Pavia in C, infine una stagione a Saronno e una a Lissone. L’anno scorso, Degrada aveva accettato di scendere di categoria e si era accasato a Voghera, sponda Nuova Olympia, la società che, grazie a un accordo con il Derthona, si avvaleva di un nutrito gruppo di under tortonesi. Proprio il legame tra gli iriensi e la società di A2 aveva orientato la scelta di Degrada, che, contemporaneamente, aveva iniziato la carriera di allenatore nelle giovanili.

“L’idea di rimettersi in gioco in C Gold – spiega Alfonso Zanellati – è venuta a Stefano, infatti è stato proprio lui a contattarmi. L’accordo con Tortona è venuto meno, ma lui è sempre fermamente intenzionato a costruirsi un futuro da allenatore, ha trovato il modo di collaborare con il settore giovanile di Cava e cercava una squadra in zona, con l’intenzione di rilanciarsi anche come giocatore. La sua proposta ci è sembrata interessante, perché quest’anno il nostro roster è davvero molto giovane, e una persona dotata di un cospicuo bagaglio di esperienza come il suo è indispensabile, anche perché non siamo sicuri di poter contare su un altro Stefano, Pontisso, che ancora non sa dove lo porterà, lavorativamente parlando, la sua laurea magistrale in ingegneria gestionale. Poi ci conosciamo bene reciprocamente, lui sa cosa aspettarsi da noi e anche noi non avremo sorprese. Certamente dovrà calarsi nel ruolo di leader e trasmettere ai giovani messaggi positivi”.


A Robbio invece è un’estate veramente calda quella che si vive in casa degli Aironi, ancora alla ricerca dei tasselli giusti per completare il roster, dopo l’uscita di Fabio Grugnetti, Marko Ilic e Stefano Werlich.

“Sto facendo, tutti i santi giorni, decine di telefonate – spiega Pier Zanotti – ma le problematiche con cui mi scontro sono sempre le stesse. La nostra posizione geografica, difficile da raggiungere, costituisce una barriera. Tutti gli interpellati apprezzano il nostro progetto e sarebbero felici di farne parte, ma il loro entusiasmo si arena davanti ai chilometri che dovrebbero macinare per presenziare agli allenamenti. Noi avevamo in mente di cercare giocatori residenti in zona, ma finiremo per prendere in considerazione anche l’idea di contattare giocatori stranieri, anche se nel ruolo di play preferirei una soluzione più ‘locale’, perché il regista deve essere in grado di trasmettere concetti e indicazioni che devono risultare immediatamente comprensibili ai compagni, con cui deve essere in grado di stabilire un’intesa in una frazione di secondo”.

Resta ancora da definire la presenza di Kam. “La nostra volontà di riconfermarlo è chiara – conclude il coach – ma purtroppo cozza contro le sue intenzioni di inserirsi nel mondo del lavoro. Il settore sarà senz’altro quello delle palestre, nel ruolo, mi è sembrato di capire, di personal trainer, con orari flessibili, da adeguarsi alle esigenze dei clienti. Per ora, quindi, finché non avrà le idee più chiare, non è ancora in grado di prendere un impegno vincolante con noi”.


Si trattava di una mera formalità, ma prima dell’incontro faccia a faccia tra la dirigenza del Tromello e i due giocatori, la futura presenza dei due ex Sanmaurense Paolo Zatti e GianMaria Sissa era solo un’ipotesi, anche se tra le due società l’accordo era pieno. “Una decina di giorni fa, come programmato, siamo stati a Pavia per incontrare i due giocatori – conferma Paolo Bellio – e ci siamo lasciati con una decisa stretta di mano e la reciproca soddisfazione di iniziare insieme un percorso che speriamo sia vantaggioso sia per noi che per loro”. 

Nevina Andreta © Riproduzione riservata