Giovedì 22 Agosto 2019

“Ardea”, il mio grazie ai ragazzi dell’Omodeo

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  • 06 Febbraio 2019

Il Caffè, da quando lo abbiamo inventato, ed era il 30 marzo del 2005, quasi 14 anni fa, ha sempre voluto essere un altro modo di fare informazione. Una certa informazione. Sulla sue pagine si sono alternate curiosità, racconti, personaggi, storie, raccontate con la passione di chi crede in quello che scrive. 

Ed è una rarità.

Non solo, sulle sue pagine si è voluto, soprattutto, evitare quelle disquisizioni libresche che causano sempre l’allontanamento delle persone dalla conoscenza. Insomma quando il solito trombone sale in cattedra e dice “Adesso vi racconto io come è andata!”. 

Ecco, noi no.

Sono convinto che gli straordinari esempi in questo senso arrivino oggi da Candido Meardi, già preside dell’Omodeo, che nei suoi spazi sul Caffè ogni settimana ci stupisce per l’originalità, la conoscenza, la gentilezza con cui trasforma il non facile mondo dei poeti in una passeggiata garbata tra i versi. 

E così abbiamo scoperto le poesie a tema, tra petali di rose e sentimenti. Questa settimana l’amicizia. Imperdibile.

L’esatto opposto di quella buffa critica letteraria che usano fare i consueti insegnanti in pensione che riescono sempre in un unico intento: annoiare.

Potremmo dire le stesse cose dello straordinario Franco Mesturini, un creativo seriale geneticamente, con quella sua sconfinata prateria di immagini, con quella sua analisi maniacale dei particolari.

E così per tutti quei nomi e volti che hanno fatto del Caffè una straordinaria cosa unica, preziosa. 

Questa volta in questo spazio è giusto però raccontare un’altra piccola gemma dell’informazione locale, il giornale di istituito dell’Omodeo, uscito la scorsa settimana nella sua quinta versione.

Cinque edizioni nei miei 25 anni di direzione dell’Informatore Lomellino. 

La prima fu “After Hours”, dopo le ore, che ebbe come promotore Paolo Ferrandi, 20 anni fa circa. In un panorama ben diverso e con una “filosofia” del tutto diversa da “Ardea”, il giornale uscito il 23 gennaio 2019.

Il ruolo dell’Informatore Lomellino è sempre stato quello di fare la fotocomposizione, cioè creare le pagine e il modello grafico e poi sostenere i costi della stampa. Mai abbiamo condizionato i contenuti, esclusivamente a cura delle varie redazioni dei vari giornali.

Cioè dimostrare nella sostanza il nostro sostegno concreto alle iniziative di informazione. Lo abbiamo fatto per parecchi anni anche per il giornale della contrada mortarese “La Torre” (che non a caso si chiama “L’Informatorre”) anche se il direttore, e nostro ex collaboratore, Maurizio Ferrari se ne è del tutto scordato!. 

O più probabilmente è stato fatto scordare.

Tra i giornali dell’Omodeo indimenticabili resta “Mekurio”, voluto da Matteo Zampollo, poi nostro collaboratore e oggi in forza a “Rollig Stone”, forse il periodico on line più diffuso al mondo. 

Ora Ardea. Una meraviglia.

Tutto è iniziato con un messaggino di Vittorio Orsina, che evidentemente aveva già sondato il terreno.

Poi il via libera della preside Reda Furlano, che mai ha avuto atteggiamenti invasivi nel confronti del giornale. 

Insomma, nulla a che vedere con il suo predecessore, Pacifico Lavatelli, che nella ultima sfortunata edizione del giornale dell’Omodeo aveva preteso di essere presente alle riunioni della redazione di quello che allora si chiamata “TuttoOmodeo”. 

Era il 2010, ed evidentemente il giornale naufragò, proprio come evidentemente quel preside voleva. “Ardea”, un nome strano per un giornale fatto da un gruppo numeroso di studenti, un gruppo affiatato e creativo che è un piacere vedere in redazione, mentre si confrontano sui loro temi. 

In grandi temi che fanno parte del crescere, della curiosità verso il mondo che caratterizza i ragazzi intelligenti, che saranno adulti responsabili.

E per chi, come me, ha visto quei volti, come il materializzarsi, ancora una volta, di un sogno significa un nodo in gola, che fatichiamo a scacciare con un sorriso.

Perché un giornale serve anche a questo, perché 25 anni di Informatore non sono passati invano.

Grazie ragazzi dell’Ardea!


Giovanni Rossi © Riproduzione riservata