Sabato 14 Dicembre 2019

Al voto, al voto: curiosità lomelline alla vigilia delle urne (ma la gente voterà?)

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  • 16 Maggio 2019

Paese che vai usanza bizzarra che trovi, tra civiche senza nome, liste civette improbabili in cui si candidano sconosciuti, “grandi” ritorni e centri con più elettori iscritti alle liste che abitanti effettivi. I Comuni lomellini al voto il 26 maggio per eleggere il nuovo sindaco sono 29, un numero al quale si aggiunge Borgolavezzaro, nel novarese ma di fatto proiettato verso Mortara. 

Il territorio frammentatissimo offre più curiosità che dinamiche veramente interessanti: molti sindaci uscenti ci riprovano senza praticamente avversari. 

A Pieve Albignola il primo cittadino Antonio Zerbi sceglie di uscire di scena e la successione se la giocano in due: uno è Claudio Marini, il suo vice. 

Ma la sua “Vivere Pieve” sfida una lista… che non si chiama in nessun modo. 

Come hanno confermato dagli uffici comunali, la contendente Paola Sacchi al momento di presentare il simbolo e la squadra non avrebbe avuto pronto un nominativo. Quindi lo hanno deciso gli impiegati. Nel suo stemma c’è un grande sole che fa capolino: chiamarla “Sole raggiante” è stato automatico, da parte dei funzionari. 

Aveva già pronto forse da tempo il nome della sua civica, invece, Andrea Olivelli come candidato di Langosco. 

L’ex sindaco di Mortara tra il 1992 e il ’93, con una squadra “mista” a capofila Lega, si è poi lanciato in avventure poco fortunate mentre ha intrapreso la strada della cucina vegana. Mentre continua a gestire il suo ristorante di Mortara, si è avvicinato prima al Movimento 5Stelle (da cui è stato allontanato) e poi al centro-destra, che ha appoggiato durante le ultime votazioni a Mortara nel 2017 nel nome di Paola Savini. Poi ecco la civica a Nicorvo lo scorso anno, cinque voti totali ottenuti, e l’attuale candidatura a Langosco come alternativa al primo cittadino uscente Margherita Tonetti. Ma quest’ultima Olivelli non sa proprio chi sia. “Chiedete agli uffici comunali, io non so nulla”, aveva detto quando era stata contattata poco dopo la chiusura della presentazione delle liste. Olivelli, uomo che ama far politica in un modo o nell’altro, a Nicorvo arrivò quarto su cinque. Precedette soltanto la consueta lista di guardie carcerarie, che disonorano la loro professione candidandosi in paesi che non conoscono minimamente per prendere un mese di ferie, come una legge discutibile gli consente di fare. 

Nei paesi sotto i mille abitanti non serve neanche raccogliere le firme per presentare la lista. Né il secondino Bartolomeo Ippedico, né Olivelli, ottennero alcun seggio nel consiglio comunale nicorvese. Ma ora lo chef animalista ci riprova usando i toni bassi: a Nicorvo annunciò grandi programmi e grandi cambiamenti, adesso la sua candidatura non è stata promossa da lui in nessun modo.

Forse a Langosco una lista avversaria serviva davvero: il piccolissimo centro presso il Sesia è uno dei tre lomellini in cui risultano più iscritti alle liste elettorali che residenti. A Langosco vivono 436 persone, ma gli iscritti sono 452. Gli altri due paesi sono Ottobiano, il più popoloso, e Velezzo. 

Un paradosso che è “colpa” di molti argentini discendenti di italiani, bisnonni partiti 100 anni i cui nipoti non hanno mai abbandonato la doppia cittadinanza né la residenza.

Perché tornare in Lomellina a votare? Eppure un candidato senza avversari deve sperare che almeno il 50 per cento della gente si rechi ai seggi. Altrimenti arriva il commissario e, tranne l’ordinaria amministrazione, si ferma tutto. Per questo ad Ottobiano oltre al sindaco uscente Serafino Carnia c’è uno sfidante pavese che nessuno sa chi sia, Andrea Guerino Re, e a Valeggio Luigi Pasqualetto (assessore uscente) si “scontra” con Ernesto Manicone, un mortarese. 

Perché no? Fanno bene. In Italia è meglio trovarsi un avversario farlocco che lottare per cambiare leggi anacronistiche. La pensa così anche Cergnago, dove Marco Bagnoli per cercare il tris sfida il carneade Paolo Imbalzano, vicino all’estrema destra. 

Alcuni “coraggiosi” invece corrono da soli nonostante tutto e sperano nel senso civico dei propri concittadini, o di riuscire a convicerli che sia meglio votare loro che stare a casa e poi avere un commissario. Sono Alberto Bonandin di Scaldasole, Riccardo Berzero Taccone di Rosasco, che spera di raccogliere la pesantissima eredità di Roberto Scheda ora candidato a Vercelli, e Gabriele Bonassi a Castelnovetto. 

Con loro Andrea Bazzano di Albonese, che pensava e sperava fino all’ultimo di avere un avversario. 

“Io penso di aver amministrato bene in questi cinque anni – ammette – ma se avessi saputo prima che sarei stato senza sfidanti, non so se avrei cercato una civetta anche io…”.

E poi ci sono i paesi in cui lo scontro è serio: non solo Dorno, Candia, Zeme, Sartirana, Borgolavezzaro, con tre liste e toni accesissimi, e Tromello, Robbio, Parona, Cilavegna, Olevano, Semiana, dove i candidati godono, in un modo o nell’altro, di credibilità e la sfida è reale. C’è anche Villa Biscossi, 75 abitanti, che può vantarsi di avere addirittura tre contendenti. Si parla di una trentina di candidati consiglieri totali, il 40 per cento circa di tutte le persone che vivono lì. Se qualche abitante si ammalasse e non andasse alle urne domenica 26, rischierebbe di far perdere l’amico e il parente. Con numeri così bassi, ogni singola preferenza conta. 

Si sfidano Simone Casale (lista “La torre”), Luca Visentin, arrivato da poco in paese e che personalizza al massimo la sua squadra chiamando la lista “Villa Biscossi con Luca” e il vicesindaco Rino Viganò. Ha 84 anni, sogna di amministrare e con un senso del’umorismo non da poco ha chiamato la civica “Più futuro”... 


Davide Maniaci © Riproduzione riservata