Lunedì 17 Giugno 2019

Addio al kebabbaro curdo di via Gramsci. Müslüm Mavi ha raggiunto il suo sogno: la Germania

Basta döner kebab in paese. I tanti fans del panino mediorientale dovranno migrare altrove: dopo sei anni “Mavi Istanbul”, il negozio di gastronomia turca di via Gramsci, serra i battenti per sempre. Alcuni credevano che la chiusura dei giorni scorsi fosse temporanea, magari dovuta a lavori di restauro degli spazi, ma il titolare Müslüm Mavi si è spostato in Germania.

Molto probabilmente, insieme alla moglie e ai 4 figli, lì farà ancora il “kebabbaro”, in una nazione in cui questo piatto ipercalorico e unto ha una tradizione ultra decennale. Molti in paese ricordano Mavi (lo chiamavano tutti per cognome, in pochi ne conoscevano il nome di battesimo) fermo a braccia conserte sul marciapiede, in attesa dei clienti, a fumare una sigaretta dopo l’altra e a salutare tutti. 

Si era integrato abbastanza bene nella vita di Cilavegna e i suoi acquirenti migliori erano i giovanissimi, in cerca di un pranzo o una cena che riempisse lo stomaco, costasse poco e fosse saporita, senza essere per forza anche salutare. I figli intanto frequentavano il grest estivo e le scuole del paese. Müslüm Mavi è un uomo di nazionalità turca ma di etnia curda. 

I due popoli parlano una lingua diversissima e non si sono mai amati. 

Lui è stato uno dei tanti che negli anni ’90, appena ha potuto, ha lasciato il suo Paese (dove la sua gente è spesso perseguitata) per cercare fortuna in Italia. Aveva raccontato la sua storia qualche mese fa, tra la farcitura di una piadina-kebab e il condimento di una porzione di patatine fritte.

 “Ho vissuto in Germania, poi sono arrivato in Italia lavorando come operaio nel milanese – sono i suoi ricordi – prima di arrivare a Vigevano e inserirmi nel mondo del kebab “da passeggio”, esploso qui una decina di anni fa. Ho poi deciso di aprire il mio. A Cilavegna non avevo concorrenza e potevo lavorare tranquillo. Ho sempre pensato che questo sarebbe stato solo un periodo della mia vita, il mio obiettivo restava tornare in Germania”. 

Un traguardo raggiunto e lontano anni luce da una piccola realtà di paese, con sempre gli stessi clienti e molte serate in cui era più alta la bolletta della luce che il guadagno. 

Il kebab è, da un millennio, la “carne arrostita” mediorientale, prima persiana e poi turca, grigliata infilzata alle spade in modo da poter combattere velocemente in caso di attacco. La versione “da strada”, il döner, quella che mangiano tutti in Occidente, è molto più recente. 

Nacque a Berlino negli anni ’70, da immigrati turchi che hanno racchiuso la loro tradizione tra due fette di pane. E da lì conquistò il mondo.


Davide Maniaci © Riproduzione riservata