Mercoledì 11 Dicembre 2019

Addio a Venanzio Gibillini, l'ultimo testimone della carità di Olivelli

Si è spento a 94 anni l'ultimo superstite della prigionia a Bolzano e Flossenburg con il Beato Olivelli. Venanzio Gibillini è morto nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, a Milano, dopo una breve malattia. Gibillini vide con i propri occhi Teresio Olivelli nel lager nazista: lo vide impegnato ad alleviare le sofferenze dei deportati, lo vide impegnato a offrire conforto e speranza a quanti erano nella sofferenza più estrema. Vide la carità cristiana risplendere nelle gesta del futuro Beato, vide Olivelli sacrificarsi per gli altri e lo vide, infine, perseguitato dall'aguzzino nazista per la sua fede. E fu proprio Venanzio Gibillini ade offrire un'importante testimonianza nel corso della Causa di beatificazione e canonizzazione. "Esprimiamo la nostra vicinanza al figlio Walter Gibillini e agli altri famigliari. - così monsignor Paolo Rizzi, postulatore della Causa - Con animo riconoscente per il suo rilevante apporto alla causa di beatificazione, preghiamo per il caro Venanzio, sicuri che Teresio, come lo ha soccorso qui in terra con inesausta carità, così lo accoglierà tra le sue braccia per presentarlo alla bontà misericordiosa del Padre celeste". E il destino ha voluto che Gibillini si spegnesse proprio nello stesso giorno in cui il Beato Olivelli rese l'anima a Dio.


(nella foto: Venanzio Gibillini saluta il cardinale Angelo Amato, allora prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, nella Messa celebrata in cattedrale a Vigevano il 10 gennaio 2016; al centro monsignor Rizzi, postulatore della Causa di beatificazione e canonizzazione)

Vittorio Testa © Riproduzione riservata