Venerdì 18 Ottobre 2019

Addio a Pelizza, da 37 anni il re del Carnevale

L’addio al “re del carnevale”. C’era tutta Candia nella mattinata di venerdì nella chiesa parrocchiale per dare l’ultimo saluto ad Alessandro Pelizza (nella foto), organizzatore storico del carnevale candiese. L’uomo, conosciutissimo, era il presidente del Comitato della Pierina. Lui, durante il consueto “processo” saliva sul palco vestito da diavolo per schernire quelli che stavano per bruciare la bellissima donna, spia contro i soldati spagnoli durante la guerra di successione del Monferrato, nel 1617. Al suo posto, temporaneamente, la guida del Comitato è stata assunta dalla presidentessa della biblioteca, Chiara Guzzon in attesa di riorganizzarsi.

Per 37 anni Pelizza, scomparso a casa sua nel quartiere Peschiera all’età di 81 anni per cause naturali, prendeva in giro tutte le persone “note”, dal medico di base del paese al sindaco o al parroco oltre ad essersi confessato “innamorato del personaggio della Pierina”. Pelizza era certamente la maschera più riconoscibile e amata del complesso rituale del carnevale di Candia, che quest’anno si terrà il 5 marzo (giorno del martedì grasso) per la prima volta da decenni senza il suo mattatore. Non sarà la stessa cosa: il paese è legatissimo a questa leggenda, ricostruita per la prima volta da Camillo Soldato, ex sindaco nel secondo Dopoguerra e nonno del magistrato Piercamillo Davigo. Proprio Davigo, due anni fa, in aula consiliare ne “sfatò” la veridicità. La Pierina fu un personaggio inventato dal nonno. Ma ai candiesi la cosa non importa: questa figura eroica, realmente popolana, che avrebbe dato la vita per salvare il suo paese dal giogo spagnolo, avrà un motivo in più per essere ricordata: portare avanti anche la memoria del “re del carnevale”.

L’81enne Pelizza era anche appassionatissimo della Juventus, la sua squadra del cuore, di cui cercava di non perdersi una partita. Era presidente anche del locale club di tifosi.  

“Sono sindaco da più di 4 anni – è il ricordo del primo cittadino Stefano Tonetti – e aspettavo il carnevale anche per farmi prendere in giro da lui, lo consideravo un onore. Poco dopo il mio insediamento mi aveva detto che non ero il sindaco di Candia, ma solo della Terrasa, la piccolissima frazione dove vivo”.

Davide Maniaci © Riproduzione riservata