Martedì 29 Settembre 2020

Acta al Tar: così a Ferrera smaltiamo correttamente il cemento-amianto

FERRERA – L’amianto è pericoloso e smaltirlo correttamente è una scelta di civiltà. Su questo sono tutti d’accordo. Ma che sia la discarica di Ferrera il modo migliore per gestire l’emergenza “Eternit” resta il dibattito... processuale. Così la società Acta, che gestisce l’impianto di smaltimento del cemento amianto, ha nominato un suo consulente tecnico per dimostrare la non pericolosità della discarica. Non la pensano così alcuni Comuni che, nel 2014, si sono rivolti al Tribunale amministrativo regionale. Nei giorni scorsi proprio i giudici del Tar hanno chiesto una valutazione tecnica in merito alla discarica di cemento amianto di Ferrera Erbognone. L’azienda ha quindi nominato un suo consulente di parte.

“Come abbiamo detto all’indomani della decisione presa dal Tribunale amministrativo – spiega Francesco Minghetti (nella foto), amministratore di Acta – ci mettiamo a disposizione dei tecnici incaricati dal giudice per fare chiarezza, una volta per tutte, su come viene gestita la nostra discarica. In questo momento abbiamo incaricato un nostro consulente che farà da intermediario tra noi e quelli del Politecnico di Torino incaricati di valutare i diversi aspetti del nostro impianto”. Acta ha nominato il professor Raffaello Cossu, docente di fama dell’Università degli Studi di Padova della facoltà di Ingegneria Ambientale. “Si tratta di una figura di altissima esperienza nel settore della costruzione – continua Francesco Minghetti - e della gestione di discariche. Lo abbiamo nominato ufficialmente nelle ore scorse e abbiamo comunicato la nostra decisione al Tar”.

L’obiettivo del consulente di parte sarà quello di andare a valutare attentamente, insieme ai legali, la relazione che farà il Politecnico di Torino. “Ripeto quanto già detto dopo l’ordinanza del Tar a Dicembre – conclude  Francesco Minghetti - concordiamo sulla decisione di far verificare ad esperti non direttamente coinvolti nella vicenda e quindi super partes quanto da noi sempre affermato in merito alla innoquità sull’impatto ambientale della discarica ed, anzi, alla sua valenza positiva che consiste nell’opportunità di eliminare l’eternit ammalorato dai tetti, anche se questa ulteriore perizia avrà oneri non indifferenti per tutti”. Nel frattempo, ad oggi, sono state ritirate circa 30mila tonnellate di rifiuto ed è in fase di completamento il settore uno del lotto uno per un totale di 96mila metri cubi, circa 100mila tonnellate di cemento-amianto.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata