Venerdì 26 Febbraio 2021

Abbà porta i fanghi radioattivi e la luce (spenta) dei medici in Consiglio comunale

A oltre due mesi di distanza dall’ultima assemblea cittadina il consiglio comunale torna a riunirsi con un ordine del giorno “esplosivo”. Infatti oggi a partire dalle 19, in aula si discuterà, tra le altre cose, anche di “risaie radioattive”.

L’ottavo punto è costituito dalla mozione presentata da Giuseppe Abbà che pretende risposte sul caso dei fanghi radioattivi finiti nei terreni coltivato di tutta la Lomellina. “La maggioranza – chiede il rappresentante del partito della Rifondazione comunista -  dovrebbe presentare una relazione in merito alle conseguenze per il territorio dopo il trattamento di rifiuti contaminati dal Cesio137 nel depuratore di Mortara. Inoltre l’impianto di AsMortara dovrebbe tornare ad esser il depuratore della città, così com’era stato pensato inizialmente, e non un’industria che, per soldi, tratta ogni tipo di rifiuto”. Infatti tra il 2008 e il 2014 circa 5 mila tonnellate di percolato contenente Cesio 137 è stato smaltito in provincia di Pavia. I rifiuti provenivano dalla ditta Capra di Capriano del Colle, in provincia di Brescia, e sono stati trattati, fino al 2014, dal depuratore cittadino. I fanghi prodotti dal trattamento dell’impianto sono stati in parte trasportati in Piemonte e in parte smaltiti come ammendanti nei campi della Lomellina. La massa di fanghi radioattivi è stata dispersa su circa 196 ettari di terreno. Ma pericoli, secondo Arpa, non ce ne sono.

Nella relazione tecnica dell’ente si legge infatti che non non c’è alcuna rilevanza, né dal punto di vista sanitario né da quello ambientale. “Considerato che il Cesio137 è un isotopo che impiega ben 300 anni a decadere – obbietta però Giuseppe Abbà - con conseguenze assolutamente da non sottovalutare per le acque e per i terreni di ben 35 Comuni pavesi. Ogni anno, dalla raffineria Metalli Capra di Capriano del Colle,sono state trasportate ben mille e 360 tonnellate di materiale radioattivo. La forza politica rappresentata dal sottoscritto si è da sempre opposta all’uso del depuratore che, invece di trattare solo le fognature cittadine, gli scarichi industriali della città e le fosse biologiche cittadine, tratta scarichi provenienti dalle più disparate fonti e tutto ciò giustificato solo dallo scopo di fare cassa; inutile ricordare le evidenti difficoltà di controllo, come dimostrato dal caso in oggetto e da altre criticità sviluppatesi nel tempo come puzze, sforamento dei limiti e molto altro. L’amministrazione comunale deve rendere immediatamente pubblica una relazione in merito alle conseguenze per il territorio dello scarico del percolato della raffineria e deve ricondurre l’attività del depuratore entro la funzione originaria, cioè quella del trattamento dei soli scarichi cittadini”. 

La maggioranza dovrà poi rispondere ad una seconda interpellanza firmata da Giuseppe Abbà che chiede il miglioramento del sistema di illuminazione  delle scale di palazzo Cambieri. “La scala d’accesso agli ambulatori medici di palazzo Cambieri – sostiene l’esponente della minoranza - ha un sistema di illuminazione insufficiente con conseguenti disagi ai cittadini che si sono trovati a scendere al buio. Nel recente passato non sono mancate notizie di piccoli infortuni. Bisogna anche tenere conto che le alzate dei gradini sono difficoltose in quanto superano le normali dimensioni. Centinaia di utenti accedono a tale edificio anche in ore dove è necessaria un’adeguata illuminazione. Ricorso che gli ambulatori medici hanno già in passato presentato criticità per l’ascensore e per la loro stessa ubicazione all’ultimo piano”.

Luca Degrandi © Riproduzione riservata