Sabato 07 Dicembre 2019

117 visite guidate al Museo della Certosa

Aperto per ferie. Il Museo della Certosa di Pavia apre al pubblico nei fine settimana dei mesi di agosto, settembre e ottobre. L'iniziativa si rivolge anche a quanti trascorreranno il mese di agosto tra le risaie della pianura e le colline dell'Oltrepò Pavese. In calendario ben 117 visite guidate che si svolgeranno ogni venerdì, sabato e domenica a partire dal 2 agosto fino a domenica 27 ottobre. Per il mese di agosto le visite si svolgeranno alle 15, alle 16 e alle 17; a settembre sono in programma alle 14 e 30, 15 e 30, 16 e 30, mentre ad ottobre rispetteranno i seguenti orari: 14 e 30, 15 e 30, 16 e 15. 

Il Museo , ubicato nel Palazzo Ducale del complesso certosino, aprì nel 1911 con l’allestimento dell’architetto Luca Beltrami e offre oggi una magnifica panoramica delle grandi personalità artistiche che lavorarono alla Certosa di Pavia, che prosperò sotto gli auspici dei Visconti e successivamente degli Sforza. La Gipsoteca , che conta più di 200 calchi in gesso, occupa la galleria al piano terra dell’area espositiva; nacque con scopo didattico e conservativo, come il modello francese del Musée des Monuments francais a Parigi. La maggior parte dei calchi riproducono i bassorilievi della facciata della chiesa di Santa Maria delle Grazie (episodi di Antico e Nuovo Testamento, santi e profeti), le terrecotte dei chiostri e altri particolari di opere dislocate in diverse zone del monumento. Tra i 200 calchi in gesso si segnalano inoltre, prima di salire al primo piano del Museo, le copie dell’originario altare maggiore della chiesa e della copertura di quello che doveva essere il monumento funebre di Ludovico il Moro e Beatrice d’Este. Al piano superiore sono ospitate la Pinacoteca e la Collezione di sculture , che testimoniano la grandiosità artistica e monumentale conseguita dal monastero. Accanto alla sala d’ingresso del primo piano, contraddistinta dalla presenza di diverse tele con i ritratti delle famiglie dei Visconti e Sforza, si trova lo Studiolo . Si tratta di un ambiente cinquecentesco incantevole, completamente adornato da affreschi. Al centro del soffitto è rappresentato il Sogno di Costantino. Al termine della Pinacoteca si giunge nella cosiddetta Sala dei Capolavori. Sono qui esposte le più grandi opere pittoriche del Museo, eseguite da importanti maestri attivi nel cantiere della Certosa a cavallo tra il Quattrocento e il Cinquecento. Tra tutti primeggia il nome di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone, ovvero il pittore più rappresentativo che lavorò alla Certosa tra 1488-1495. Nella sala si possono ammirare le tavole dell’artista raffiguranti i Santi Pietro e Paolo e la tavola raffigurante San Benedetto . Altra opera del Bergognone è la coppia degli Angeli oranti, appartenenti ad un polittico perduto. Tra le opere originali di pregio spicca, anche per le sue notevoli dimensioni, la Madonna con il bambino in trono fra i santi Giovanni Battista e Gerolamo e angeli musicanti di Bartolomeo Montagna, datata 1490, formatosi sugli esempi di Giovanni Bellini e Antonello da Messina. Il Montagna dal 1480 è già maestro affermato con importanti incarichi a Venezia e a Vicenza. Questa grande pala è la testimonianza della volontà di coinvolgere anche pittori provenienti dalla vicina Repubblica Veneta nella decorazione della Certosa. Sono inoltre di Bernardino Luini le due tavole raffiguranti Sant’Ambrogio e San Martino che dona il mantello al povero. Tra i grandi capolavori custoditi in Museo non si possono non menzionare anche le opere esposte nella Sala delle Sculture, dove è possibile riscoprire le due principali anime, pavesi, che contribuirono alla decorazione scultorea della facciata e dei chiostri della Certosa: Giovanni Antonio Amadeo , colui che fu, tra l’altro, anche il primo ingegnere del Duomo di Pavia , e Antonio Mantegazza . All’interno della sezione espositiva si ammirano i bassorilievi raffiguranti: la Flagellazione, l’Orazione di Cristo nell’orto e il Cristo portacroce , che secondo gli studi ricostruttivi dovevano costituire un polittico marmoreo raffigurante le storie della vita e della passione di Cristo.

L'ingresso al Museo è gratuito, la visita guidata ha un costo di 5 euro a persona, mentre sarà gratuita per chi ha meno di 18 anni.

È consigliata la prenotazione scrivendo a prenotazionivisitemc2019@gmail.com specificando data, ora e un recapito telefonico. Ciascun turno di visita potrà accogliere non più di 30 partecipanti.


Vittorio Testa © Riproduzione riservata